Slow Food
   

Tutti i numeri del Salone del Gusto 2004


Italy - 25 Oct 04

Bilancio straordinariamente positivo per la V edizione del Salone del Gusto, giunta alla sua ultima giornata.
Primo dato interessante riguarda i passaggi al Salone che a tre ore dalla chiusura, con l’afflusso ancora in corso, raggiungevano quota 140.000 (contro i 138.000 finali della precedente edizione). La percentuale di stranieri ha sfiorato quota 30%, a dimostrazione che la rassegna piemontese ha saputo conquistarsi un ruolo importante in tutto il mondo. “La soddisfazione per l’edizione del Salone del Gusto che si sta concludendo - commenta Roberto Burdese, vicepresidente di Slow Food - va al di là dei numeri che comunque, considerando il momento cungiunturale negativo, assumono un ruolo imporante. I timori di un calo dell’affluenza registrati alla vigilia della manifestazione sono stati smentiti. Devo confessare che i segnali che ci giungevano dai nostri fiduciari sparsi in tutto il mondo erano positivi, ma ad aumentare la soddisfazione ci sono i numerosi contatti sviluppati tra i produttori, fecondi di proposte e idee per migliorare le tecniche, per ampliare i canali di commercializzazione, o semplicemente per uno scambio di esperienze. Il Salone è anche questo”.
Questa edizione ha sancito un significativo incremento del numero dei soci Slow Food: oltre 1800 nuove adesioni con un forte incremento rispetto alla precedente edizione. Anche in questo caso una forte crescita del numero dei tesserati esteri con una significativa presenza svedese, turca, statunitense, inglese e giapponese. Due curiosità: il primo socio estero di questa edizione del Salone arriva dal Bangladesh, mentre il socio Slow Food più giovane ha solo 15 giorni di vita. “Questo incremento del numero dei soci - sottolinea Silvio Barbero, Segretario nazionale di Slow Food - indica un forte interesse del visitatore del Salone alle tematiche Slow Food. Interesse che sicuramente è cresciuto oggi, momento in cui le tematiche più significative, quali l’educazione del gusto e la salvaguardia della biodiversità, assumono una dimensione davvero importante”.
Il mercato dei Presìdi ha registrato in molti casi il tutto esaurito. Tra i Presìdi italiani più richiesti, oltre ai classici must della gastronomia come il lardo di Colonnata, i salumi di Cinta Senese, il Parmigiano-Reggiano da latte di Vacca rossa. Notevole il fatto che tra le categorie dei prodotti più venduti ci siano gli ingredienti più semplici come il sale di Cervia e di Trapani (di quest’ultimo sono stati venduti addirittura 10 quintali) e il pane di Altamura e di Castelvetrano. Complessivamente, il maggiore successo è stato ottenuto dai ricchi e variegati prodotti dei Presìdi siciliani, alcuni dei quali di recente istituzione. Curioso, a questo proposito, il cartello esposto nello stand dedicato al cappero di Salina, in cui si chiedeva, tra il serio e il faceto, manodopera per la raccolta: in poche ore hanno risposto all’annuncio 15 persone.
Sul versante internazionale, i Presìdi più strani hanno suscitato la maggior curiosità: sorprendente, a questo proposito, il successo di vendite dello svedese suovas di renna. Ottimi risultati anche per l’umbù brasiliano, la vaniglia malgascia, il riso Basmati indiano. Molti chef, infine, sono rimasti conquistati dal miele da bere prodotto in Polonia.
Per quello che riguarda gli appuntamenti del Salone, ben 1250 persone hanno partecipato sabato alla grande degustazione dei vini premiati con i Tre Bicchieri dalla guida “Vini d’Italia” edita da Slow Food e Gambero Rosso.
I 49 Appuntamenti a Tavola hanno visto la presenza di 3000 persone, mentre ai 208 Laboratori del Gusto e ai 13 Teatro del Gusto hanno partecipato complessivamente 13000 persone, quasi 2000 in più del previsto. Un terzo dei partecipanti ai Laboratori era di nazionalità straniera; forte incremento, rispetto agli anni passati, della presenza giapponese.
“Il Salone 2004 - ricorda Roberto Burdese - si conclude con un gesto di solidarietà. Gli espositori e Slow Food si sono impegnati a raccogliere alcuni prodotti alimentari da donare al Cottolengo. Un gesto concreto per dare la possibilità di gustare prodotti di alta qualità a persone meno fortunate.”