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Terra Madre Day - Celebrate eating locally
 
 
 

Racconti dal Terra Madre Day 2010



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La condotta di Ravenna, in occasione del Terra Madre Day, ha proposto un'iniziativa nata dalla necessità di far conoscere le radici culturali che stanno alla base della nostra alimentazione mediterranea.

 

Domenica 12 dicembre "Musa", il Museo del Sale presso il Magazzino del Sale a Cervia, ha ospitato le tre Comunità del Cibo della Condotta di Ravenna oltre alle comunità dell'area Mediterranea e alcune realtà presenti sul territorio.

 

Si è iniziato con la proiezione del film Terra Madre di Ermanno Olmi. A seguire si è tenuto un dibattito sui temi dell'alimentazione e Slow Food a cui hanno partecipato Mauro Zanarini, Lara Croatti, Vittorio Ciocca e Oscar Turroni.

 

Al termine il gruppo teatrale “Il teatro del sale”, accompagnati da alcuni musicisti, hanno concluso il momento di confronto per lasciar spazio alla degustazione di cibi realizzati dalle comunità ospiti. Per l'Italia: piadina, squaquerone con broccoli e verza, seppie e piselli, pinzimonio con verdure locali, olio di Brisighella e sale del Presìdio, crostate di marmellate, biscotti e cioccolatini al sale di Cervia, prugnolino. Per l'Albania: fagioli in umido. Per il Marocco: Tajine con prugne, cuscus con carne di agnello e verdure, dolce tipico. Per la Turchia: mosaico alle carote. Per il Senegal: riso con pollo. Per la Russia: tè russo con dolcetti tipici. Per l'Ucraina: crepes con biscotto. Tutto accompagnato da Sangiovese di Romagna. I fondi raccolti hanno contribuito a finanziare "Mille orti in Africa". Organismi e soggetti coinvolti, oltre a Slow Food Ravenna e Lara Croatti dietista e socia Slow Food, sono l' Associazione "Integriamoci Insieme" (Cervia), Museo del Sale (Cervia), Teatro del Sale (Cervia), Consulta del Volontariato (Cervia), associazione "Un posto a Tavola" (Cervia) ed altre collaborazioni e sponsor.

 

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Anche la Condotta Slow Food Reggio Calabria – Area Grecanica, con grande impegno e tanta passione ha organizzato una due giorni, il 10 e il 12 dicembre, all’insegna della fraterna convivialità, grazie alla collaborazione della “Comunità dei cibi della memoria storica dell’area grecanica” e del progetto “Roghudi, l’identità che r-esiste nelle biodiversità”.
 
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Venerdì 10 dicembre si è svolto “Roghudi…granaio della memoria”. Nelle Botteghe Artigiane di Roghudi Nuovo è stato proiettato un filmato molto emozionante, i cui protagonisti erano coloro che Carlo Petrini, fondatore e Presidente di Slow Food, ha definito gli intellettuali della terra, coloro che curano e preservano la terra madre, agricoltori, allevatori, pescatori, contadini. Successivamente sono stati premiati i cuochi delle osterie della zona che hanno dimostrato di utilizzare prodotti buoni, puliti e giusti per la realizzazione di pietanze tradizionali. Altro momento molto importante e suggestivo è stato quello relativo alla costituzione della “Comunità del grano in Aspromonte”, attraverso la quale si è suggellato l’impegno di collaborazione tra agricoltori di grano biologico, un pastificio, un panificio, soci e simpatizzanti di Slow Food che hanno deciso di divenire “co-produttori”. Per l’occasione, inoltre, è stata allestita la mostra sulle biodiversità di Roghudi, attraverso la quale si è voluto valorizzare il patrimonio dell’area ellefona della provincia di Reggio Calabria. L’azienda vinicola Malaspina, inoltre, ha tenuto una degustazione sensoriale di uno dei propri vini prodotti con uve locale e autoctone. La giornata si è conclusa, infine, con la degustazione di pietanze della tradizione grecanica, realizzate con prodotti esclusivamente locali e preparati secondo le tipiche usanze: pitta di farina di mais cotta sulla pietra (detta placa) farcita con curcuci o con patate fritte con la buccia e cipolla; minestra di fagioli con cotenna di maiale e finocchietto selvatico, crespelle con il miele.
 
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Domenica 12 Dicembre, presso la Porta del Parco di Bagaladi, ex frantoio Jacopino, si  è dato vita alla “Giornata dei dolci natalizi dell’area grecanica”. Con l’intento di diffondere la conoscenza ed il consumo dei dolci natalizi dell’area grecanica, attraverso un percorso didattico antropologico, esperte massaie dell’area sono diventate per un giorno maestre di pasticceria tradizionale. I partecipanti, soci e non, hanno collaborato attivamente alla produzione dei dolci, dall’impasto fino alla decorazione finale. Il laboratorio ha permesso di far riscoprire il divertimento del lavorare in gruppo per uno stesso fine: fianco a fianco, armati di mattarello e grembiule, mariti e mogli, nonne e nipotini, amici e persone che si conoscevano per la prima volta. Il laboratorio si è concluso con l’analisi e la valutazione sensoriale dei dolci prodotti. Contestualmente, presso Palazzo Amaduri di Gioiosa Ionica si è svolta “L’Arena del Gusto”, confronto tra esperti, tecnici e pasticceri sui prodotti dolciari di Gioiosa, con l’intento di stimolare l’utilizzo di materie prime locali e quindi incrementare la coltivazione del mandorlo. La serata si è conclusa con la degustazione guidata di torroncini di ‘ziti, paste gioiosane, ed altri dolci di Gioiosa in abbinamento a passiti di eccellenza della provincia reggina. 

 

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L'11 Dicembre 2010 la Condotta di Brescia ha celebrato il Terra Madre Day 2010 con un Laboratorio del Gusto, rivolto a 192 alunni e relativi genitori della Scuola Primaria Giovanni XXIII di Brescia, dal titolo "I quattro punti cardinali del miele del territorio Bresciano, dall'alveare al palato".


La scuola ha accolto genitori e ragazzi con una mostra didattica di immagini e di materiale apistico riguardante l'attività, la vita e l'importanza delle api.


A seguire Lodovico Valente, apicoltore e responsabile per Terra Madre della condotta, ha esposto i contenuti dei Laboratori del Gusto.


I laboratori, guidati da alcuni apicoltori bresciani, sono stati suddivisi in diverse fasi: la smielatura svolta da quattro gruppi di ragazzi ad ognuno dei quali è stato affidato un melario con una tipologia di miele, che con le istruzioni e l'assistenza degli apicoltori hanno potuto effettuare il prelievo del favo di miele; la disopercolatura manuale delle cellette; l'estrazione del miele per centrifugazione; la filtrazione e la misurazione del contenuto di acqua nel miele che è stato raccolto in appositi recipienti.


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Con stupore e gioia, i ragazzi sono stati coinvolti nell'assaggiare col dito il miele che colava dalle centrifughe.
Per i laboratori sono stati scelti quattro mieli diversi: acacia, melata, castagno e rododendro e sono stati definiti punti cardinali perché rappresentano gli estremi del gusto del miele: il più delicato, il più aggressivo, il più amaro, il più prezioso e, come nella rosa dei venti, tra i quattro estremi ci sono tanti mieli millefiori che completano l'offerta delle api, tutti da conoscere ed apprezzare per contribuire al mantenimento della biodiversità.


Terminate le operazioni di smielatura i ragazzi sono tornati nelle loro classi e, con l'assistenza delle proprie insegnanti, hanno fatto il Gioco del Sapere degustando i quattro mieli, riportando su una scheda il riconoscimento del tipo di miele ed esprimendo un giudizio di piacevolezza sensoriale per ognuno; anche i genitori, separatamente, hanno fatto il Gioco del Sapere con lo stesso entusiasmo degli alunni. Al termine della degustazione le schede sono state consegnate per i conteggi finali e per decretare il miele migliore.

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In occasione del Terra Madre Day, la Condotta del Tortonese e la Condotta del Gavi e Ovada hanno organizzato un evento nell'agriturismo della Cooperativa Agricola Valli Unite presso la Cascina Montesoro di Costa Vescovato (AL).

 
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La Cooperativa Valli Unite è una comunità del cibo del Tortonese, che produce da oltre trent'anni vino e prodotti esclusivamente biologici all'insegna dell'agire locale pensando globale. Lo scopo principale è quello di tornare a coltivare la terra con passione, rispetto, pazienza ed orgoglio.

 

L'evento per il Terra Madre Day si è aperto con una presentazione della Cooperativa Valli Unite da parte di Alessandro, uno dei soci più giovani, impegnato nella produzione del vino, il quale ha ripercorso le tappe principali della storia della cooperativa. Ha poi passato la parola ad Ottavio, uno dei soci fondatori, che ha parlato del futuro della cooperativa, accennando a molti temi sostenuti anche dalla rete di Terra Madre, soffermandosi in particolare sull'importanza dei semi, che vengono selezionati ed utilizzati secondo le tecniche dell'agricoltura biologica e della tradizione contadina. E' poi iniziata la cena a base di piatti tradizionali realizzati con buona parte degli ingredienti coltivati dalla Cooperativa stessa ed abbinati ai vini della Cooperativa e di alcuni produttori locali.

La cena è stata allietata da alcuni intermezzi musicali, a cura di Angelica e Simone, ed inframmezzata dagli interventi dei vignaioli locali Carlo Daglio e Ennio Ferretti che hanno descritto i loro vini e la loro filosofia aziendale.

 

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Nelle giornate del 10 e 12 dicembre a Ribera, in provincia di Agrigento, si è celebrato il Terra Madre Day. Grazie all'evento "Arancia e Dintorni" si è cercato di dare voce e visibilità ai produttori locali, riscoprendo il cibo genuino e le tradizioni della propria terra che da sempre sono legate agli odori ed ai sapori del territorio. La giornata del 10 dicembre ha visto impegnati circa 120 alunni delle classi seconde della Scuola Media Statale "F. Crispi" di Ribera. Si è cercato di coinvolgere i ragazzi attraverso le sapienti argomentazioni dei relatori, le degustazioni sensoriali sull'arancia e sull'olio e le lezioni sui benefici che questi alimenti apportano alla salute del consumatore. Numerosi sono stati i produttori che hanno messo a disposizione i loro prodotti per la riuscita di questo appuntamento alla scoperta del cibo genuino. Anche il 12 dicembre, in Piazza Umberto I, hanno esposto e hanno fatto degustare i loro prodotti: i produttori, coinvolti in queste giornate di festa del cibo locale sono stati i veri protagonisti del Terra Madre Day.

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Il Terra Madre Day vuole rappresentare un seme che è stato piantato, il seme della speranza che ognuno deve coltivare in sé, la speranza di riuscire a costruire un mondo migliore, più buono, più pulito, più giusto per tutti: produttori e consumatori. L'uomo per realizzare questo, deve riappropriarsi delle proprie radici, quelle che la terra stessa suggerisce. Il compito dell'uomo è solo quello di ascoltare i suggerimenti che essa stessa detta, ritrovando, così, l'armonia con la madre terra, prediligendo una produzione alimentare rispettosa dell'ambiente e della salute del consumatore.

 

 

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Nella periferia di Kyoto, il Terra Madre Day, è stato organizzato dall’associazione Iroha (l’A,B,C giapponese) di Hiromi Matsuki, in collaborazione con il ristorante Shikisai. Qui, il cibo locale è stato festeggiato in modo sobrio, all’ora di pranzo, ma al tempo stesso originale.


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Il ristorante Shikisai non è un ristorante qualsiasi. Particolare, infatti, è la sua gestione che si avvale del metodo “Chef per un giorno”. “Chiunque abbia un momento libero, dalle casalinghe agli impiegati, a rotazione giornaliera, può prendere possesso della cucina del ristorante Shikisai  e preparare da mangiare per un numero limitato di persone” spiega la signora Matsuki, titolare del locale.

 

Gli avventori pagano una quota minima per un pasto completo (circa 800 yen, pari a 7,50 euro circa) e nello stesso tempo favoriscono i produttori locali, che forniscono il locale dei loro prodotti.

 

Il menù proposto per il Terra Madre Day prevedeva un pranzo simile a quello che, solitamente, i giapponesi consumano durante la pausa-pranzo (riso bianco, contorno di carne o pesce, verdure, pickles, zuppa di miso) ma con richiami al gusto della cucina italiana (minestrone di legumi e patate coltivate dai produttori di Kameoka).

 

“Abbiamo raggiunto quota 40 pasti. 30 di questi per i normali clienti del locale, i restanti 10 per lo staff e le famiglie. Usando gli ingredienti della nostra zona, abbiamo deciso di preparare piatti con un tocco di cucina italiana: un gusto che potesse ricordare a me e far conoscere a chi non ne ha avuta la possibilità, l’esperienza di Terra Madre e i giorni passati a Torino”, aggiunge ancora Hiromi-san.

 
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L’evento si e` rivelato inoltre un’ occasione preziosa per presentare Slow Food e la sua filosofia e per raccogliere le impressioni dei partecipanti. Un momento di pausa e di riflessione sul consumo e sulla produzione locale collocato nel contesto di una normale giornata lavorativa. L'evento ha favorito l’unione di questa piccola cittadina giapponese alla rete di Terra Madre in festa. 

 

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A Tagounite, nel sud-est del Marocco, il nome del nascituro, secondo la tradizione, viene scelto durante una festa davanti a tutta la comunità raccolta per salutare la nuova nascita. Habib Balatif e la sua famiglia hanno rispettato l'usanza e, in occasione del Terra Madre Day, lo scorso 10 dicembre, hanno presentato l'ultima nata.

 

Per l'evento sono stati preparati piatti con prodotti semplici ma genuini, offerti dal souq,ilmercato tradizionale dove, lentamente, i nomadi approdano a dorso dei loro asini per fare affari. Il ritmo di vita é lento, lontano dallo stress delle grandi città e la festa dura tutto il giorno.

 

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A partire dal mattino sono state cotte le pietanze per la tajine: piselli freschi e cipolle degli orti, cotte per il sugo che accompagna la carne del montone sacrificato in onore della bimba. A vivacizzare il tutto, i colori del succo di barbabietola con l'arancia. A mezzogiorno le donne, al suono dei tamburi, hanno intonati canti propiziatori e sorseggiato tè con biscotti fatti a mano. Le più anziane, silenziose, hanno indossato i tradizionali mantelli neri ricamati con fili luminosi e colorati. Il cous cous è stato il protagonista della serata. Preparato con il grano dell'orto di famiglia, è stato arricchito con le verdure locali di stagione: rape, zucchine, melanzane, carote e coriandolo.

 

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A Soverato si è festeggiato il Terra Madre Day, giovedì 9 dicembre presso la biblioteca dell'Istituto IPSSAR. Hanno partecipato gli alunni del corso serale accompagnati dalla docente Giuseppina Polerà, responsabile del gruppo ambiente.
Il dibattito si è aperto con la testimonianza di Giuseppe Mantello, uno dei giovani delegati che ha partecipato alla recente edizione di Terra Madre, che con entusiasmo ha raccontato la sua straordinaria esperienza, con gli occhi di chi per la prima volta è entrato in contatto con tante altre culture e giovani di tutto il mondo.


Attraverso alcune immagini significative é stato presentato il movimento Slow Food e il progetto Terra Madre. Dopo queste premesse è stato proiettato il dvd Gente di Terra Madre e si è aperto un interessante dibattito sui temi della sovranità alimentare e sull'importanza del mangiare locale.


All'incontro hanno partecipato il fiduciario della condotta di Soverato Luigi Tropeano e la presidente di Slow Food Calabria, Marisa Gigliotti.


Grazie a questo appuntamento gli studenti hanno potuto cogliere l'importanza della ricerca dei prodotti del territorio per i loro menù, aderendo al progetto "un piatto per terra madre" che li vedrà impegnati nel corso dell'anno insieme ai docenti.

 

soverato soverato

 

Inoltre verrà formulata una richiesta alla scuola per la riapertura della piccola serra impiantata negli scorsi anni e per la messa a dimora delle piante aromatiche negli spazi adiacenti l'istituto.

 

 

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Anche ACS, in collaborazione con il partner locale YDA, ha realizzato eventi di Terra Madre Day nella West Bank, riunendo la comunità locale per condividere e discutere di tradizioni locali, identità, terra, produzioni agricole e di “diritto al buono, al pulito e al giusto”, come recita il motto di Slow Food. 

 

Il YDA ha accolto con entusiasmo la proposta di celebrare il Terra Madre Day 2010, lanciata durante la quarta edizione dell’incontro mondiale della rete di Terra Madre, organizzata a Torino dal 21 al 25 ottobre 2010. Il YDA ha partecipato alla fiera grazie alla visita prevista in Italia dal progetto finanziato dal Ministero degli Affari Esteri (MAE8991) “Supporto ai giovani palestinesi della West Bank tramite un programma di microcredito”.

 

Helayel, un giovane del YDA del villaggio di Beit Dajan, afferma: “è stata un’esperienza nuova e stimolante e di certo lo sarà anche per altri amici e compagni palestinesi, quando racconteremo e condivideremo insieme a loro quanto appreso e incoraggeremo tutti ad adottare e condividere il principio di rispetto per l’ambiente e, in fondo, di noi stessi”.

 

Nei villaggi di Kefl Hares (distretto di Salfeet), Beit Dajan e Sabastia (distretto di Nablus), i giovani del YDA hanno coinvolto mamme, nonne e zie nella preparazione di diversi piatti tipici palestinesi, dandosi appuntamento presso i centri giovanili. Qui, di fronte ad un lungo tavolo imbandito con le pietanze i giovani hanno discusso della necessità e dell’importanza di ritornare ad una produzione agricola locale ed integrata con il territorio, di consumare prodotti di stagione, della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità locale.

 

Si è ricordato l’impegno del YDA a supporto della campagna “Intajuna”, di boicottaggio ai prodotti israeliani realizzati nelle colonie della West Bank, che è servito a sottolineare il valore dell’aumento delle produzioni di cibo e di beni di consumo a livello locale, per non dipendere da Israele e dalla politica degli aiuti internazionali.

 

I ragazzi hanno acquisito maggiore consapevolezza sui benefici del cibo tradizionale, come la Mujaddara (riso, lenticchie, cipolle e olio d’oliva) realizzati con ingredienti sani, ricchi di proteine e vitamine, che danno molta più energia e salute al corpo rispetto ai panini col falafel! (palline di ceci fritte, cibo veloce e facile da trovare, di cui i giovani si nutrono in gran quantità).

 

Infine, tutti i partecipanti hanno narrato e ascoltato le ricette e i metodi di preparazione dei diversi piatti. Contemporaneamente, i contadini presenti vantavano fieri e sorridenti la provenienza delle verdure dai propri orti e della carne dai piccoli allevamenti a conduzione familiare. 

 
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A Ithna, nel distretto di Hebron, il Terra Madre Day si è festeggiato il 12 dicembre in collaborazione con il YDA e con l’associazione culturale delle donne del villaggio. Le donne hanno realizzato un workshop per la preparazione del Maftoul, cucinato piatti tipici e offerto una dimostrazione pratica di come venivano tradizionalmente pestate e macinate a mano le lenticchie, con l’utilizzo di un macinino di pietra, il Jarousheh. L’iniziativa è stata anche documentata dalla AFP (Associated France Press) che realizzerà uno speciale sul Terra madre Day in Palestina e sulle tradizioni locali e culinarie.

 

Un’ ultima iniziativa organizzata dal YDA ha coinvolto, il 15 dicembre 2010, la scuola femminile del campo profughi di Al-Faraa (nel distretto di Tubas). All’evento hanno partecipato un centinaio di persone tra cui il Comitato Popolare (gruppo di rappresentanti eletto dagli abitanti e responsabile della gestione partecipata del campo profughi) e le famiglie delle studentesse.

 

Le ragazze, che indossavano vestiti tradizionali, hanno servito il caffé a tutti gli invitati (usanza tipica in Palestina) ed eseguito la Dabkeh, danza molto diffusa, effettuata in occasione di matrimoni e feste. “Dabkeh” in arabo significa letteralmente “pestare i piedi”, il leader, che capeggia la fila, può improvvisare diversi tipi di passi e si rivolge sia al pubblico che ai danzatori. Due studentesse hanno poi offerto una dimostrazione di come viene preparato il Maftoul (lavorando il grano con le mani e mescolandolo all’acqua) e la macinazione delle lenticchie con il Jarousheh.

 

Sono stati degustati ben 62 piatti tipici, sia salati che dolci, e diversi tipi di pane cotto al forno. Tutti i piatti riportavano il nome e la descrizione degli ingredienti utilizzati per la preparazione. Le studentesse hanno raccontato con ricchi dettagli le ricette e, solo quando la maggior parte degli invitati è andata via, hanno potuto finalmente mangiare e gustare il cibo!

L’evento si è concluso con una piacevole e conviviale atmosfera di festa.

 

Il Terra Madre Day è stata un’occasione unica per ritornare ai quei principi di collaborazione, condivisione e partecipazione che caratterizzano il popolo palestinese e la sua società. Principi che sono però sempre più minacciati e messi a dura prova dal costante stato di insicurezza, dalle condizioni di precarietà e da una profonda frammentazione territoriale e sociale, derivanti del perdurare dell’occupazione israeliana e dalla profonda crisi politica all’interno della società palestinese.

 

Alice Priori

ACS

 

 

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Alla fine si è deciso di chiamarlo “Giusta…menti” il Terra Madre Day della condotta Massico e Roccamonfina perché nel luogo che abbiamo scelto quest’anno per festeggiarlo - il presidio Libera Sessa Aurunca/Cellole in località Maiano, un tempo di proprietà di famiglie affiliate alla camorra – disabili mentali producono e confezionano melanzane e zucche della NCO (che in questo caso sta per Nuovo Commercio Organizzato della rete Libera Terra). Disabili mentali: persone che hanno menti giuste, menti capaci di prendersi cura di una pianta, di trasformare con cura quello che, loro sanno bene, diventerà cibo, gioia, convivialità. In ballottaggio come titolo dell’evento c’è stato però anche “Aggiusta…menti” perché siamo consapevoli del fatto che la società in cui mettiamo in gioco la nostra vita e la sua qualità, oggi più che mai, ha bisogno di aggiustamenti e di riequilibri. Aggiustamenti che devono far sì che il genere umano possa riconciliarsi con la Terra Madre. Viene quasi naturale chiedersi chi siano realmente i disabili mentali: quelli che producono melanzane sottraendo territorio alla camorra o quelli che progettano lo sviluppo di un territorio aggiungendo degrado a degrado e rifiuti radioattivi a rifiuti urbani. Giusta…menti è il modo in cui in sintonia e in integrazione con tutti gli altri paesi del mondo abbiamo festeggiato, dando la parola ai contadini: quelli delle cooperative sociali del Nuovo Commercio Organizzato che producono percoche e broccoli a Casal di Principe, grano a Pignataro, cioccolato e biscotti a San Cipriano d’Aversa e quelli della Comunità del Cibo del Massico e del Roccamonfina Nicola, Oscar, Doris, Giuseppina, Valerio, persone capaci di raccontare storie vere, come quella di Elio Di Landa che dopo essere diventato permacultore in Messico ha deciso di ritornare a casa per continuare quello che il nonno gli aveva insegnato: amare la terra e coltivarla secondo principi che includono anche, come è giusto, l’avere cura delle persone e il limitare i consumi alle necessità, ridistribuendo le eccedenze.

 

In una Campania “consumata ed erosa” non siamo sfiniti: Slow Food e Libera uniti con forza e uniti a noi contadini, anziani, giovani, donne, madri e bambini: uniti per una rivoluzione globale con radici locali! Onore alla terra, onore ai contadini, onore al cibo. Il cibo protagonista dell’iniziativa "Facciamo un pacco alla camorra", il cibo linguaggio che ha fatto comunicare diverse culture: la nostra e quella dei rifugiati politici dell’AssoPace di Sessa Aurunca che per l’evento hanno cucinato prodotti locali con sapienze lontane. Il cibo unico modo per far sentire e condividere il profumo di casa a chi la propria casa forse non la rivedrà più, il cibo che annulla le disuguaglianze, il cibo del proprio orto quello che fa sentire liberi, il cibo della nostra terra che è pulita e ricca e generosa e che con forza e uniti vogliamo difendere.

 

Giuseppe Orefice e Mariarosaria Russo

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Il 10 dicembre la Condotta di Ischia ha organizzato un appuntamento rivolto ai bambini delle scuole elementari. I partecipanti erano 65, divisi in tre squadre a cui è stato dato il nome di un luogo termale dell'Isola: Gurgitiello, Nitrodi e Sorgeto. La gara consisteva nel preparare dei biscotti al gusto di Ceuse (more di gelso nero), fichi bianchi e arance. Con farina, zucchero, uova e burro è iniziata la sfida e tra momenti di magia e duro lavoro la pasta frolla è riuscita.


I bambini si sono poi messi in collegamento con i ragazzi di Kabul e hanno avuto l'opportunità di comunicare tra loro. Per concludere il collegamento i bambini di Ischia hanno cantato una canzone sull'amicizia e i ragazzi di Kabul hanno intonato il loro inno nazionale. Dopo poco si sono collegati con i bambini di Hearat. E' stato un grande momento di integrazione, conoscenza e soprattutto di emozioni.


In seguito è intervenuto il Capitano dei Carabinieri di Ischia, che ha spiegato ai bambini il concetto di libertà vera, mettendo a confronto la loro vita con quella di coetanei meno fortunati.


Dopo questo intenso momento di scambio, i bambini sono tornati a fare i biscotti perché la giuria era in attesa di assaggiare e giudicare il loro lavoro. Una giuria di tutto rispetto che ha visto all'opera i piccoli pasticcieri che armati di cucchiaino, con le loro mani e molta fantasia hanno creato dei buonissimi biscotti. Il compito della giuria è stato arduo perché i bambini sono stati bravissimi e tutte tre squadre hanno vinto a pari merito. L'amicizia, la conoscenza, la convivialità ha unito adulti e bambini tutti insieme.


L'incontro è stata reso possibile grazie alla disponibilità delle dirigenti scolastiche, Patrizia Rossetti e Mariarosaria Mazzella, delle insegnanti, di Giancarlo Carrierola (proprietario della struttura ospitante), di Silvia e Mariateresa D'Ambra, di Anita Agnese, di Cristiana D'Ambra e di Glenda Autiero.

 

 

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Il 10 dicembre, in occasione del Terra Madre Day, la Condotta di Venezia ha organizzato nella Serra dei Giardini un appuntamento dedicato alla terra ed ai prodotti locali.

Grazie ad una bellissima giornata di sole è stato allestito un piccolo Mercato della Terra con la merce offerta dai produttori e commercianti di Venezia e della provincia: verdure degli orti di Sant'Erasmo, prodotti biologici dell'entroterra, miele di Barena, farine, fagioli, orzo, riso dei Presìdi veneti, torrone, dolci veneziani, vino della laguna, piante delle serre.

 

Durante la mattinata si sono alternati laboratori sulla terra per bambini e ragazzi di ogni ordine scolastico: elementari, medie e superiori. Tutti hanno partecipato con entusiasmo e tutti hanno lasciato un contributo con la loro gioiosa presenza.

 

Alla fine dei corsi, con il pane che i bambini hanno realizzato usando farine di antiche specie di grano prodotte nell'entroterra e con l'aiuto di un panificio veneziano, tutti hanno potuto assaggiare l'Olio raccolto e prodotto dai ragazzi delle medie con le olive degli ulivi del giardino della Biennale: olio extravergine Sant'Elena.

 

Nel pomeriggio tante persone hanno partecipato alla festa che si è conclusa degustando i piatti della tradizione: pasta e fagioli, bigoli in salsa, sardelle in Saor, zaleti e baicoli con vino della laguna e prosecco dei colli Trevigiani.

 

Questa splendida giornata ha permesso di raccogliere i fondi per realizzare un orto in Africa ma soprattutto è stata importante per conoscere, valorizzare e preservare i prodotti e le tradizioni locali. La Terra ha qualcosa da offrire e tutti devono diventare i contadini della nostra Terra, grazie anche all'aiuto di Slow Food.

 

Un particolare ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita dell'evento.

venezia 

 

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Venerdì 10 dicembre le condotte del Chianti e di Scandicci hanno realizzato il loro Terra Madre Day. Nel pomeriggio a Greve in Chianti l'amministrazione comunale ha dedicato una piazza ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica assassinato nel settembre scorso per la sua coerenza nel difendere la legalità nel Cilento; Silvio Barbero, per Slow Food Italia, e tante autorità del Comune lo hanno ricordato in una cerimonia pubblica.

chianti

Alla sera, nella sala della mensa scolastica opportunamente valorizzata dai volontari di Slow Food Chianti, si è tenuta una cena con un ottimo menù preparato dai cuochi dell'Alleanza (Daniele de "Le Colombaie" di San Miniato e Tiziana de "Il grillo è buon cantore" di Chiusi). I partecipanti sono rimasti entusiasti per la qualità delle portate, per l'ampio assortimento di bottiglie di Chianti classico (Altiero, Navigatore, Villa di Cigliano, Vallone di Cecione messe gratuitamente a disposizione dai soci produttori.

Il gruppo "Skipe Trio" ha entusiasmato i commensali per la bravura musicale. Alla manifestazione ha aderito anche la condotta di Scandicci e la Presidenza di Slow Food Toscana. Alla cena hanno partecipato 70 persone. Si ringraziano tutti coloro si sono adoperati per la buona riuscita della giornata: fiduciari, soci, produttori di vino e ristoratori che con la loro voglia e con il loro entusiasmo hanno fatto si che tutto si svolgesse nei migliori dei modi.

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Una selezione dei centinaia di poster e depliant creati per promuovere l'evento Terra Madre 2010, in decine di lingue in più di 125 paesi del mondo.

 

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La Condotta Slow Food Catanzaro Università ha organizzato per il 10 dicembre un food forum con gli studenti del Liceo “E. Fermi” di Catanzaro Lido. All'incontro erano presenti un centinaio di persone e si è discusso sulla diversità alimentare e su come l’identità di una comunità locale sia caratterizzata anche dal cibo tradizionale, prendendo spunto dal film “Focaccia Blues” di Nico Cirasola.

 

“Focaccia Blues” racconta una vicenda realmente accaduta ad Altamura (cittadina in provincia di Bari) dove nel 2001 viene aperto un fast food. Come alternativa un panettiere inizia a proporre la tradizionale focaccia locale e dopo appena un anno, il fast food è costretto a chiudere a causa della concorrenza della vicina focacceria che, pur essendo una piccola impresa artigianale, ha avuto la meglio sul gigante globale della massificazione del cibo, sapendo trovare nell’identità alimentare del territorio il suo punto di forza. Una lunga gestazione ha segnato le sorti di questo lungometraggio, nato in collaborazione con Slow Food e girato in Puglia e in America, che mescola i fatti reali a una parte di fiction, in cui appaiono anche Michele Placido, Nichi Vendola, Lino Banfi e Renzo Arbore.

 

Tramite un videomessaggio, hanno dato il loro contributo alla discussione anche Carlo Petrini Roberto Burdese.

 

La proiezione del film "Focaccia Blues" ha fatto da ideale fonte di ispirazione per il successivo dibattito incentrato sull'importanza di tutelare e preservare l'identità di una comunità locale attraverso la valorizzazione del cibo tradizionale.

 

E' stato evidenziato ai presenti, l'esempio portato avanti da Slow Food che con "Terra Madre" ha dato vita ad una rete di comunità presente in tutto il mondo per sostenere i piccoli produttori e metterli in contatto con cuochi responsabili, consumatori consapevoli, accademici, giovani, per costruire una rete internazionale capace di migliorare il sistema della produzione e formare nuove generazioni di cuochi responsabili e consumatori consapevoli. Partire dalla glocalizzazione per riscoprire le proprie radici, è quanto ha suggerito la Condotta Slow Food Catanzaro – Università.

 

La discussione è proseguita con le domande dei ragazzi incuriositi dalla diversa educazione alimentare proposta, ovvero mangiare più frutta e verdura, scongiurando il rischio obesità. Qual è il motivo del mancato feeling tra i vegetali e i giovani? A questa domanda degli studenti, gli esponenti Slow Food hanno risposto che il cibo spazzatura è meno costoso rispetto al fresco, si conserva meglio ed è progettato per avere un sapore accattivante. Oltre a ciò bisogna considerare la martellante pubblicità televisiva. Di contro, nell’immaginario degli adolescenti, frutta e verdura sono percepiti come alimenti insipidi e noiosi. Ma soprattutto, i frutti della terra non sono paragonabili agli alimenti industriali, perché non hanno un marchio e non possono essere pubblicizzati

 

L’obiettivo condiviso dai presenti, alla fine del dibattito, è stato quello di fare delle case e delle scuole luoghi dove, mangiare frutta e verdura, sia la scelta più facile e naturale. Per questo motivo, è stato concordato, su espressa richiesta degli studenti, un ulteriore appuntamento un laboratorio del gusto sul tema “cibo industriale ed artigianale”.

 

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A Faenza, nel cuore della Romagna, il Terra Madre Day ha ritmo africano, volto di bambini in festa e sapore del buon vino locale. Il Terra Madre Day Party, organizzato l’11 dicembre dalla condotta di Faenza e Brisighella in collaborazione con l’associazione Faenza Multietnica, ha voluto festeggiare con entusiasmo le due anime di Slow Food, quella eco-gastronomica dell’associazione e quella multietnica di Terra Madre, con un evento che ha coinvolto grandi e piccini, faentini e stranieri.

 

Accompagnati dalle percussioni africane, i visitatori hanno degustato le eccellenze del territorio (vino, birra e zafferano), conosciuto i produttori, assaggiato zuppa turca, cous cous africano, tipiche farinate di ceci e crostate. All’interno della festa, è stato allestito uno spazio dove sono stati proiettati video, tra cui il saluto di Carlo Petrini, e dove è stata presentata una prima versione del trailer del progetto Terre, Lingue e Saperi (159 questionari e 32 video interviste realizzati dalla condotta faentina in occasione di Terra Madre per raccogliere perle di saperi popolari, quali i rimedi medici tradizionali usati in tutto il mondo).

 

Il Terra Madre Day, inoltre, è stata l’occasione per raccogliere fondi a favore  del progetto “Un orto in Tanzania”, a testimonianza di una forte presenza tanzaniana nella città romagnola. Il progetto si inserisce all’interno delle attività dei Mille orti in Africa, la nuova sfida di Slow Food per il 2011.

 

In una realtà dove l’associazione con la chiocciola è saldamente radicata e apprezzata, la condotta ha deciso di concentrare i propri sforzi per allargare la rete di Terra Madre e aprirsi alle numerose associazioni locali. Simone Ravaiolo, fiduciario della condotta, è stato tra i primi a credere nel cambiamento. Queste le sue parole: “In una città come Faenza, dove, su 55.000 abitanti, il 10% dei cittadini è straniero, bisogna cominciare a pensare che se si vuol parlare di “comunità del cibo di Faenza” si deve necessariamente includere la popolazione straniera”. E, in questo senso, il Terra Madre Day è stato l’approdo naturale di un cammino iniziato alcuni mesi fa.

 

Il primo contatto con Faenza Multietnica, associazione interculturale animata da Giama Omar, tanzaniano arrivato in città 36 anni fa, risale al maggio scorso quando le due realtà hanno deciso di adottarsi reciprocamente.

 

Il gemellaggio si è concretizzato per la prima volta, il 18 settembre, in occasione dell’evento One day in Africa. Slow Food era presente e rappresentata da John Kariuki, vice presidente di Slow Food Internazionale, che, proprio in quell’occasione, aveva lanciato ufficialmente il progetto “Un orto in Tanzania”.

 

Oggi, le parole di Simona, socia Slow Food, esprimono al meglio l’aria respirata al One Day in Africa e al Terra Madre Day Party: “La festa è stata davvero un'esplosione di energia. Spero che la collaborazione tra Slow food e Faenza multietnica possa procedere a braccetto sulla via dell'intergrazione che, per quanto mi riguarda, è una delle sfide più importanti che oggi ci troviamo ad affrontare e che, come generazione, mi piacerebbe vincere!"  

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Il Terra Madre Day è stato ricordato a Serrastretta con la “minestra cunsumata” voluta dalla comunità del cibo castagne e pastille di Serrastretta.

 

I numerosi partecipanti si sono dati appuntamento al Ristorante Dalida sabato 11 dicembre   per festeggiare mangiando locale.

 

La cena si è svolta in un clima di grande giovialità e con lo spiccato gusto dello stare insieme.


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In pieno spirito Terra Madre si è gustata la minestra di verdure di campo precedentemente raccolte da alcuni soci Slow Food con a capo Toto Fazio che ha curato la laboriosa cottura della minestra con i lenti ritmi richiesti.

 

Non a caso il tema scelto è stato “Erba di casa mia” per ricordare appunto una pietanza  che era nei tempi trascorsi la quasi quotidianità della nostra popolazione povera ed ora considerata una prelibatezza introvabile a causa dei ritmi frenetici della vita odierna.

 

Un piatto unico che unisce alle erbe di campo, la fagiola (a suraca), la patata e come tocco di sapore la carne di maiale che tradizionalmente era conservata sotto sale (allu salaturu) aggiunta nell’ultima fase della lunga cottura. Si ottiene così un piatto unico con alcuni alimenti tipici della tradizione culinaria del territorio Serrastrettese.

 

Le immagini proiettate durante la serata, hanno spaziato dalla partecipazione della comunità del cibo al recente Salone del gusto e Terra madre, alla visita di Carlo Petrini a Serrastretta nel giugno scorso, alla lavorazione tipica della castagna e del maiale. Tutte cose che ancora marginalmente, rispetto al passato, sono presenti nella comunità e delle quali non si vuole fare perdere traccia.

 

Il tutto ha anche stimolato l’avvicinamento di persone alla filosofia del buono pulito e giusto con l’adesione a Slow Food.

 

Angelo Aiello

socio Slow Food Soverato

 

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La giornata di Terra Madre day nella provincia di Messina è stata organizzata dalle condotte Valdemone e Longano che operano nel territorio provinciale. Tre gli eventi che si svolgono dal 10 al 16 dicembre, uno a Giampilieri, uno a Milazzo ed uno sull’isola di Lipari e tre sono gli argomenti di solidarietà sviluppati, un sostegno a Libera Terra, uno al progetto di mille orti in Africa ed infine un sostegno ai giovani agricoltori di Giampilieri.
 

I prodotti utilizzati, infatti provengono da terreni che solo lo scorso anno sono devastati da una tragica alluvione alle porte di Messina. Da quel drammatico evento è nata una comunità di giovani agricoltori, che con grande fatica, ma altrettanta determinazione si sono dedicati al recupero di un agricoltura in un territorio quasi del tutto abbandonato. Gli altri prodotti vengono da Libera Terra Mediterraneo, e dai terreni sequestrati alla mafia, con una valenza, oltre che sociale, anche di recupero di valori connessi alla legalità. Infine le tre cene hanno l’ulteriore obiettivo di raccogliere fondi per aderire al progetto“Mille orti in Africa”, con il quale le condotte della provincia di Messina, cercheranno di intestarsi un orto in Africa, con l’obiettivo del recupero della sovranità alimentare dei paesi del terzo mondo e nello stesso tempo garantire una disponibilità quotidiana di cibo alle comunità locali africane.

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Rosario Gugliotta

Fiduciario Slow Food Valdemone

 

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Grazie alla presenza e alla preziosa collaborazione di una quindicina di socie e soci, fra cui tre produttori agricoli, la condotta Slow Food di Siracusa ha festeggiato il Terra Madre Day contemporaneamente in tre istituti scolastici ("Lombardo Radice", "Chindemi" e "Wojtila") coivolgendo circa 300 studenti delle classi medie. Rosa Sutera, della comunità del cibo del miele di timo ibleo, Concetto Scardaci, responsabile dei produttori del Presìdio della mandorla del Val di Noto e Tino Cavarra produttore di olio extravergine di oliva a marchio dop Monti Iblei, hanno parlato ai ragazzi del loro lavoro e raccontato un po' di storia di questi tre prodotti, così fortemente legati al territorio della Sicilia sud orientale. Ovviamente graditissimo, l'assaggio finale di mandorle, miele e olio. Nel segno del Terra Madre Day, domenica a Buccheri presso l'agriturismo dell'azienda agricola Terraliva, una trentina di soci hanno partecipato a un pranzo realizzato coi prodotti del consorzio Libera Terra, ottenuti dalla coltivazione di terreni tolti alle organizzazioni mafiose.
 

Carmelo Maiorca

Slow Food Sicilia

 

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Il 10 dicembre 2010, 125 alunni, delle classi quarte, del plesso "A. Moro" del II Circolo di Altamura, i loro insegnanti, alcune mamme intraprendenti e il Dirigente Pasquale Castellano, hanno rappresentato una piccola, ma fondamentale, percentuale delle oltre 170.000 persone che, nella stessa giornata, hanno partecipato al Terra Madre Day. Il nostro evento, intitolato "Una sana merenda" allo scopo di festeggiare e promuovere un'alimentazione locale e sostenibile.

L'idea è nata da una circolare inviataci da Slow Food e alcuni insegnanti, con il Dirigente, si sono mostrati subito incuriositi alla questione "cibo sano".

In un secondo momento l'idea è stata condivisa con i genitori dei nostri alunni che si sono immediatamente adoperate per partecipare all'organizzazione dell'evento.

Così, mentre mamme e papà indagavano sulla presenza o meno di piccoli produttori locali tra i genitori del nostro Circolo, gli insegnanti si sono impegnati, all'interno delle proprie classi, con i propri allievi, ad avviare percorsi didatti riguardanti l'educazione alla salute e più precisamente l'educazione alimentare, producendo materiale scolastico molto interessante. Gli alunni di una quarta hanno addirittura stilato un tipico menù di un fantomatico ristorante attenendosi rigorosamente a prodotti tipici, locali e genuini, così come previsto dai principi ispiratori del Terra Madre.

La giornata del 10 dicembre è stata una festa a sostegno del cibo sano a conclusione del percorso fatto. Genitori e insegnanti hanno apparecchiato e imbandito una grande tavola con i prodotti della nostra terra. Sono intervenuti, con i loro prodotti, contadini di piccola scala e produttori locali come il Sig. Luigi Lorusso, produttore e sostenitore del rinnovo di un'antica tradizione locale: la lenticchia di Altamura. Il Dirigente ha spiegato ai bambini cos'è Slow Food e il progetto Terra Madre soffermandosi sui concetti basilari di biodiversità, di produzione agricola sostenibile e di filiera alimentare.

Gli alunni hanno vissuto con entusiasmo questa iniziativa pensata come un percorso di educazione al gusto per promuovere un cibo buono, pulito e giusto; buono per il palato, pulito per l'ambiente, giusto per i produttori e i consumatori.

Protagonisti della nostra tavolata sono stati il pane di Altamura, i pomodori "appesi", l'olio, la ricotta e la scamorza.

Gli antagonisti?
Un' esercito di pantagruelici fanciulli che hanno degustato e spazzato via ogni bendidio presente sulla tavola lunga quasi dieci metri. Al termine della manifestazione non vi era più traccia neanche di quei cibi dal sapore intenso che solitamente noi adulti definiamo ostici per i delicati palati dei nostri figli: lenticchia, cicerchia e nespole hanno avuto la meglio, per una volta, su plastiche merendine globalizzanti.
Ci auguriamo che questa giornata sia stata davvero una palestra per allenarci ad una vera rivoluzione alimentare che parte da radici locali.

E ricordiamolo! Festeggiamo mangiando locale.
 

Massimo Carlucci
Insegnante

 

 

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Il nostro Pasta Madre Day è cominciato qualche giorno prima del 10 dicembre, quando i membri della Comunità del Cibo hanno rinfrescato la propria pasta madre e cominciato a produrre impasti di diverso tipo e varie dimensioni. E' stata una magia ricreare in casa un piccolo forno, rivivere quelle atmosfere casalinghe di decenni fa, quando il pane doveva essere l'alimento principale dell'alimentazione di tutta la famiglia numerosa e doveva bastare per tutta la settimana. E' stato impegnativo incastrare questa panificazione di quantità nelle giornate lavorative, segno che sotto sotto nei nostri ritmi qualcosa che non va c'è. Purtroppo.

Caricati i pani e, in ciotole di fortuna, diversi chili di pasta madre da regalare, si è raggiunto il Caffe' de la Paix, locale nel centro storico di Bologna che unisce un bar-ristoro con prodotti biologici a un piccolo negozio di alimentari di qualità.

 


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L'aperitivo, aperto a tutti gli avventori del locale e gratuito, consisteva in diversi assaggi di pane fatto in casa con Pasta Madre (ai semi misti, al musli, di farro, di grano duro senatore cappelli...oltre a simpatici crackerini di pasta madre e un faticossisimo panettone) abbinato a diverse salse, ragù e confetture, tutte provenienti da Comunità del Cibo dell'Emilia Romagna, tutte presenti a Terra Madre.
Da segnalare il Ragù di carne di Vacca Bianca Modenese dell'Agriturismo Tizzano, di Monte Ombraro (Mo), la confettura di prugna Zucchella di Lentigione, la mostarda di mele antiche del produttore Leoni, che fa parte della fantastica schiera dei produttori di Terra Madre della Condotta di Reggio Emilia. I visitatori erano contenti e molti i complimenti sui pani: complimenti che, naturalmente, ci fanno più che piacere, vista la loro natura più che artigianale e casalinga.

In un angolo, un piccolo banchetto della Comunità del Cibo Pasta Madre regalava piccoli scrigni (di cartoncino biodegradabile al 98%) contenente la propria pasta madre, con un piccolo depliant informativo e una semplice ricetta per realizzare il proprio primo pane casalingo. Era questo il cuore del nostro evento: un piccolo momento di anarchica guerriglia verso la coltura del pane "tutto-e-subito", del pane che rimane fresco per poche ore (per poi sostare per nottate insonni nei nostri stomaci), delle intolleranze al frumento e al lievito sempre più frequenti, del pane in atmosfera modificata, cosparso di alcol e riempito di conservanti per rendere il più "morto" possibile. Il nostro "spaccio" è stato divertente, è stato bello chiacchierare con nuovi amici: giovani, single, coppie, donne incinta. Speriamo che la pasta madre regalata possa far felice altre famiglie oltre le nostre.


Riccardo Astolfi
Slow Food Emilia Romagna

 

 

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Il 10 dicembre per la Condotta Slow Food Monregalese e Alta Val Tanaro è stata una giornata intensa e faticosa, e forse proprio per questo particolarmente bella. Il compleanno di Slow Food è stato celebrato con quattro eventi molto diversi tra di loro. Si è cominciato al mattino con due iniziative che hanno coinvolto altrettante scuole.
Con "A scuola di cupeta" i bambini della scuola dell'infanzia di Mondovì Piazza hanno preparato questo dolce povero della tradizione monregalese a base di miele, noci e nocciole. La scuola primaria di Serra Pamparato con l'appuntamento "Castagne e latte a colazione" ha selezionato le castagne bianche secche sotto la sapiente guida della castagnera Ines Gai, la quale ha poi preparato castagne e latte, piatto che fino non troppi decenni fa era quotidianamente sulle tavole delle famiglie montanare delle Valli Monregalesi. A seguire, dalle 12.30 è iniziato un itinerario slow alla scoperta delle tipicità dell'Alta Val Tanaro. Con lo sbrivazzu e lo scuriazzu, il treno che all'andata briva (cioè sale) da Ceva a Ormea e al ritorno scorre da Ormea verso valle, si è andati alla scoperta dei ceci di Nucetto (con una sosta presso l'associazione che ne valorizza la produzione, dove si è potuta assaggiare una corroborante zuppa di ceci, una farinata e una torta a base di composta di cece), per poi dirigersi alla volta di Ormea. Qui si è svolta una visita al museo etnografico, per poi dirigersi all'Enoteca "Il Saraceno" dove è stato presentato il progetto di reimpianto su terrazzamenti delle viti da dolcetto per la reintrodurre la produzione di Ormeasco in territorio piemontese, una viticoltura eroica che quest'anno ha visto la prima vendemmia. Tra un assaggio di Sora, di fulmoggiu d'Ulmea e di Raschera e giunta l'ora di tornare a valle con un'ultima tappa a Garessio alla Pasticceria Cagna, dove i partecipanti hanno potuto assaggiare le paste di meliga del Presìdio Slow Food e conoscere le peculiarità della castagna garessina, alla base di tanti dolci prodotti da questa impresa artigiana che da tre generazioni addolcisce i nostri palati.


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Il Terra Madre Day monregalese non è finito qui: in serata, all'Albergo della Ceramica di Villanova Mondovì si è tenuto l'incontro di cucine del mondo "Dal Magreb verso sud-ovest", dove la docente Master of Food Elena Giovanelli ci ha condotti in un viaggio tra i profumi e i sapori del Marocco, della Costa d'Avorio, della Nigeria, del Gabon, del Mali e una puntatina fino al Senegal. I partecipanti hanno potuto iniziare con un tè alla menta, per poi assaggiare olive alla marocchina, insalata di arance al cumino, piccola insalata di barbabietola alla cannella, couscous rosso (con zucca, carote, rape, radici di tarassaco e zafferano), attiéké con moyo (couscous di manioca con salsa piccante di pomodoro e cipolle), sformatini di fagioli dell'occhio con ragout di gombo e plantain e manioca bollita, gari con uova (farina tostata di manioca con uova), thiacry (couscous di miglio e riso all'acqua di fiori d'arancio). Cena accompagnata da acqua di zenzero e conclusa con caffè Touba del Senegal.

Davide Ghirardi
Fiduciario Slow Food Monregalese e Alta Val Tanaro



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Il 7 dicembre si è svolto il Terra Madre Day ad Acri, in una cornice suggestiva all'interno del palazzo Sanseverino. Nella terra che da 24 anni è protagonista della salvaguardia della razza autoctona del suino nero di Calabria, i temi affrontati nel convegno sono stati caratterizzati dal filone della biodiversità, in stretto rapporto con gli altri temi dell'ambiente e della salute.?Un ampio pubblico ha seguito con interesse le relazioni, accompagnate da diapositive e da esempi concreti.?L'associazione Dafne, attraverso la propria manifestazione giunta alla diciassettesima edizione, ha dato concreta visibilità all'importanza della rete che può trovare in Terra Madre uno strumento utile per la presa di coscienza collettiva e per il mantenimento dei caratteri identitari del territorio. Ma soprattutto si può affermare che i prodotti di questo territorio sono ora anche una risorsa economica grazie alla tenacia dei produttori (sono dodici gli aderenti al consorzio del suino nero di Calabria) e al prezioso lavoro dell'Arssa (rappresentato al convegno dal commissario dr. Vaccaro e dal responsabile del centro sperimentale dr. Monaco, risorsa preziosa e tecnico esperto, nonchè referente della comunità del cibo di Terra Madre del suino nero di Calabria).?Durante il convegno, la presidente di Slow Food Calabria, Marisa Gigliotti ha portato il messaggio di Terra Madre presentando i grandi progetti di Slow Food e suscitando interesse da parte del pubblico presente che è intervenuto con domande e riflessioni varie. E' stata l'occasione anche per parlare delle Comunità del Cibo nate in Calabria e presenti al Salone del Gusto 2010 nello stand curato da Slow Food Calabria. ?Ha concluso i lavori l'Assessore Regionale all'Agricoltura l'Onorevole Trematerra, che riprendendo anche alcuni passaggi dei rappresentanti delle organizzazioni agricole e del commissario Arssa, ha prospettato alcune azioni che si potranno avviare nel territorio in agricoltura. Importante il passaggio sull'allarme che si prospetta a causa della pressione esercitata sugli agricoltori per i cambi d'uso dei terreni agricoli in nome di altre attività intensive quali quelle per la produzione di energia.?Questo aspetto potrà essere meglio esplicitato in altri incontri, in cui Slow Food è già impegnato, tenendo i contatti con i soggetti della rete che si sta costruendo anche in Calabria e che in questo convegno è emersa con forza.

 

Sono seguite le degustazioni a base di suino nero di Calabria, cucinato in tanti modi, insaccati, lardo, pancetta. Era presente anche il raro sanguinaccio, preparato dal centro Florens di San Giovanni in Fiore. Uno degli aspetti belli della serata è stata sicuramente la presenza dei produttori, orgogliosi di presentare i loro prodotti e delle donne intente a preparare nel cortile le frittole nelle caddare. Suggestiva e singolare la mostra fotografica su grandi pannelli curati dal centro studi dell'ARSSA, testimonianza del lavoro nei campi e delle condizioni sociali dei contadini nel '900, delle lotte contadine e dell'opera Sila che hanno segnato la storia della Calabria.?Uno spaccato della nostra storia che andrebbe fatto conoscere in altre occasioni ed incontri, con mostre itineranti anche nelle scuole per realizzare l'altro progetto che sta a cuore a Slow Food: i granai della memoria.


Marisa Gigliotti ?

Presidente Slow Food Calabria

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Nel CV di Slow Food Niigata il 10 dicembre scorso, in occasione del Terra Madre Day si e` tenuta una proiezione pubblica del film Terra Madre di Ermanno Olmi. 60 persone, non solo membri di Slow Food, ma anche semplici cittadini, si sono riuniti per vedere il film, per discutere, incontrarsi, condividere le proprie opinioni con gli altri.

Il film di 78 minuti e` ha impressionato gli spettatori: al punto che al termine della proiezione e` scattato un applauso generale, che ha finito per coinvolgere tutti i presenti.

Subito dopo, abbiamo confermato i punti programmatici dello Slow Food a livello internazionale e, durante il dibattito a seguito del film, siamo arrivati a delle conclusioni riguardanti la nostra attivita`.

In primo luogo, crediamo sia fondamentale nel promuovere le nostre iniziative sul territorio, fare in modo che i produttori locali sviluppino tramite il nostro sostegno la sicurezza di poter coltivare in modo continuo i propri prodotti. In secondo luogo, vorremmo istituire un’associazione di cuochi e gastonomi a livello cittadino e a livello della prefettura di Niigata, la nostra citta`.

Siamo un CV di piccole dimensioni sul territorio giapponese, ma desideriamo fare passi in avanti, rafforzando la nostra volonta` di restare uniti ai compagni di Slow Food in tutto il mondo.

 

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Per celebrare il Terra Madre Day a Sendai, nella prefettura di Miyagi, organizzato dal CV di Slow Food Miyagi, si e` tenuto un evento battezzato ‘La notte del kanzake’. Kanzake in giapponese significa letteralmente ‘sake` (bevanda alcoolica ricavata dalla fermentazione del riso) riscaldato’ e in passato, in una tradizione che continua ancora fino ad oggi, si pensava che oltre a essere il miglior modo per degustare al meglio la dolcezza nascosta del sake`, avesse anche proprieta` benefiche per il corpo, tanto che “alcuni sportivi, per esempio, bevono un po’ di kanzake ogni giorno” riporta uno degli organizzatori dell’evento, Suzuki Hitoshi.

Non esiste un solo modo di riscaldare il sake`. Ogni sake` ha la propria temperatura di riscaldamento, ha cioe` caratteristiche proprie che emergono solo a una certa temperatura, che cambia di sake` in sake`. Bisogna conoscere le sue particolarita` e berlo con coscienza. Conoscendo le caratteristiche fondamentali del sake` si arriva a conoscere anche il suo profumo nascosto, il suo sapore normalmente celato e, quindi, la giusta temperatura per esaltare le peculiarita` che non emergono normalmente quando la bevanda e` a temperatura ambiente.

L’evento ha avuto come tema portante proprio il sake` riscaldato, ma non solo. In osservanza a uno dei punti fondamentali del credo di Terra Madre, oltre al sake`, prodotto nella prefettura di Miyagi, ricca del riso da cui questa bevanda tradizionale e` ricavata, i partecipanti hanno degustato piatti a base di prodotti locali, tra cui il natto, fagioli di soia fermentati, arricchiti in fase di preparazione dal gusto del sake` stesso.

Nel rispetto degli impegni presi in occasione di Terra Madre a tutti gli altri convivia nel mondo, anche a Sendai avvolta nel primo freddo invernale, si e` creato - usando le parole di Carlo Petrini, “ un clima di fratellanza” e un calore umano che il solo kanzake non sarebbe bastato a creare.

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C'è un posto, nel verde Agro Pontino, dove puoi andare con la tua bottiglietta e riempirtela di latte fresco appena munto "alla spina" erogato da un distributore automatico.
C'è un altro posto, nelle campagne alle porte di Roma, dove si producono formaggi a base di latte di pecora seguendo le ricette degli antichi romani.
Siamo andati a visitarli in una mattinata dedicata alla riscoperta dei sapori dei formaggi laziali e delle tecniche di lavoro in caseifici a gestione familiare: così Cafebabel Roma e Ulimengo hanno celebrato il Terra Madre Day il 10 dicembre 2010.

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"Riscoprendo i sapori genuini dei formaggi romani" è il titolo dell'evento, articolato in visita dei caseifici, apprendimento delle tecniche di preparazione dei formaggi in laboratorio e, dulcis in fundo, degustazione delle prelibatezze casearie.
Suggestiva la strada che ci conduce alla nostra prima tappa, il caseificio "La Pometina" di Santa Procula, a pochi chilometri da Pomezia. A "La Pometina" ci accoglie Massimo Fiumi, uno dei proprietari dell'azienda a conduzione familiare. Lui e suo padre hanno un gran daffare a badare tutti i giorni alle 1200 mucche dell'azienda che assicurano circa 1000 litri di latte al giorno. Non a caso "Fiumi di latte" (dal cognome dei proprietari) è lo slogan dell'azienda.
Massimo ci mostra orgoglioso il distributore automatico all'ingresso del caseificio che eroga latte fresco "alla spina" tutte le mattine, appena munto. Basta andar lì con la propria bottiglietta e riempirsela con la quantità di latte desiderata. "Siamo gli unici ad averlo in questa zona - spiega con orgoglio - ed è latte di altissima qualità, non a caso riforniamo anche la Centrale del Latte di Roma".
Fondata nel 2002, "La Pometina" è una risposta intelligente alla travagliata vicenda delle quote latte, al crollo del prezzo del latte e alla conseguente crisi delle aziende agricole. "Che farci con tutto il latte prodotto dalle nostre mucche a quel punto? Semplice: formaggi!". Qui se ne producono 150 chili alla settimana, venduti tutti al dettaglio. Sono realizzati con tecniche artigianali usando fermenti e cagli naturali. E ovviamente chili e chili di ricotta morbidissima, lo squacquerone, formaggio tipico romagnolo prodotto in onore delle origini della famiglia, trasferitasi nell'Agro Pontino in seguito alla bonifica delle paludi voluta da Mussolini.
Magicamente il bancone del caseificio si riempie di assaggi di formaggi di tutti i tipi, a cui nessuno di noi sa dire di no: una merenda così gustosa non ci era mai capitata prima d'ora!
Stessa atmosfera familiare e odori intensi si respirano al caseificio De Juliis, che produce formaggi a base di latte di pecora con ricette e tecniche che risalgono ai tempi dell'antica Roma. Il loro cacio fiore, fatto con caglio vegetale, è Presìdio Slow Food da circa 4 anni. Cinque i prodotti di punta: cacio fiore, pecorino, caciotta romana, ricotta, mozzarella. "Siamo gli unici in Italia a fare mozzarella con latte di pecora", spiega Fabio De Juliis, uno dei due fratelli proprietari.
Le 1200 pecore, che fanno la transumanza nelle Marche secondo l'antica tradizione, producono in media 100 quintali di latte al giorno. Nelle ultime settimane la produzione è diminuita a causa del maltempo: "Quando piove le pecore si riparano, non mangiano e quindi non producono latte" spiega Fabio, mostrando i frigoriferi semivuoti perché la maggior parte dei formaggi prodotti nei mesi scorsi sono andati a colmare le ceste natalizie di prodotti gastronomici.

Tiziana Sforza
Organizzatrice dell'evento

 

 

 

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Il Terra Madre Day - Il Gusto del Giusto si è svolto sabato 11 dicembre 2010, nel corso di tutta la mattinata negli spazi del Mercato Coperto di Forlì, in Piazza Cavour.

All'indomani dell'evento, possiamo affermare con orgoglio che la giornata del Terra Madre Day a Forlì è stata una grande festa splendidamente riuscita; aperta a tutti i cittadini, con appuntamenti dedicati all'educazione del gusto di grandi e piccoli, ma anche momenti dedicati alla convivialità e al piacere del cibo, nel rispetto della cultura locale e della sostenibilità ambientale.

A partire dalle ore 7,00 sono state servite più di 100 colazioni di Terra Madre. Enrico Maltoni grande appassionato dei temi dei caffé ha preparato il caffé delle Terre Alte del Huehuetenango (Presìdio Slow Food) servito con la classica ciambella romagnola preparata dall'Associazione delle Mariette di Forlimpopoli.

Alle ore 10,00 si è tenuto il laboratorio del gusto curato dallo chef Vincenzo Cammerucci dedicato al migliore utilizzo dei tagli meno pregiati della Razza Bovina Romagnola a cui hanno partecipato 25 persone.

Alle ore 12,00 una ventina di persone sono state guidate alla degustazione Slowine di Simone Zoli.

Fondamentali sono stati i 42 volontari della Condotta Slow Food di Forlì, che hanno partecipato a tutta l'organizzazione preliminare e poi animato la mattinata e permesso lo svolgimento delle varie attività.

Il Terra Madre Day quest'anno è stato anche storia e memoria, con la musica popolare del gruppo Les Cigales Krapuillots di Meldola, che ci ha accompagnato per tutta la mattina al Mercato Coperto con la musica popolare del Mediterraneo e la mostra fotografica sulla storia del Mercato Coperto di Forlì, curata da Elisa Giovannetti, archivista fotografica.

Micaela Mazzoli e Matteo Monti, formatori qualificati Slow Food, hanno organizzato le attività al mercato per i grandi e i più piccoli: un percorso ludico didattico, dedicato al gusto al quale hanno partecipato un centinaio di bambini e numerosi adulti.

Importantissimo infine l'apporto delle Comunità del Cibo degli Orti dell'Appennino, che ha presentato il lavoro svolto in ben 9 scuole della Val Bidente, e dell'Associazione delle Mariette, che ha offerto la dimostrazione vivente di quello che rappresenta la tradizione gastronomica romagnola.

Ma il più importante obiettivo raggiunto è che, come era nei progetti iniziali, gli incassi derivanti dalle attività, sono stati devoluti dalla nostra Condotta al Progetto "Mille Orti in Africa", sostenuto dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

Giuseppe Tolo
Fiduciario Slow Food Forlì

 

 

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Per il secondo Terra Madre Day Slow Food Tivoli ha preparato due appuntamenti rivolti ai bambini delle scuole elementari e medie. Sabato 4 e domenica 5 dicembre dalle ore 10,00 alle 20,00, presso la Fabbrica del Cioccolato La Luisa srl i piccoli pasticceri e cioccolatieri hanno avuto un'esperienza unica: hanno realizzato la loro merenda.

 

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L'iniziativa ha raccolto circa 400 tra genitori e bambini. Si sono realizzati due laboratori di educazione al gusto grazie alla collaborazione dello staff della Scuola di Cucina del Ristorante Adriano e il Maitre Chocolatier della Fabbrica del Cioccolato, Luisa Proietti. Nei laboratori i bambini hanno impastato uova, zucchero, burro e confetture realizzate con frutta locale. Ogni partecipante ha ricevuto un kit per preparare i cioccolatini e per realizzare la propria merenda e per sé e per le loro famiglie. Tante piccole brigate si sono alternate assistendo alla magia dell'incontro con il cioccolato: come insegnare il senso del fare, del conoscere, dell'educazione al gusto, della sana competizione e della cultura. Insieme ai pasticceri hanno imparato a preparare una merenda sana con prodotti del territorio. Parallelamente i genitori hanno avuto la possibilità di visionare i filmati realizzati durante Terra Madre e la fiduciaria ha avuto modo di spiegare Slow Food e Terra Madre cosa fanno nello specifico. Inoltre è stato allestito un banco assaggi con i prodotti tipici del territorio.

 

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Questa iniziativa non è che la prima di una lunga serie che la condotta sta organizzando per avvicinare i più piccoli e le loro famiglie al mondo Slow. Il giorno dell'Epifania i genitori saranno chiamati a realizzare loro stessi i prodotti, dolci, caramelle e cioccolatini che verranno messi nella calza dono per i più piccoli....un vero e proprio regalo "a km0".

 

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In occasione del Terra Madre Day 2010 la condotta del Sulcis Iglesiente in Sardegna si è collegata agli eventi organizzati nel mondo dal BREAD Movement.
Il BREAD (Bridging Resources for Ecological and Art-based Development) è un movimento in forte crescita che fa capo a una rete di organizzazioni "di base" che raggruppano persone con competenze diverse in una della più antiche arti: fare il pane.


Il progetto vuole invitare persone in giro per il mondo a incontrarsi, riconoscersi e confrontarsi mentre si fa il pane. L'undici dicembre si sono raccolte presso la Sa Domu Antiga di Santadi circa 20 persone per fare insieme il pane. Durante la lavorazione si sono collegate col Museo Nazionale di Scienze della Terra a Gabrovo, in Bulgaria, dove la responsabile del progetto "Case di Pane" insieme ad un gruppo di partecipanti, donne, bambini, stavano impastando. Si è avuto così modo di avere uno scambio di esperienze, di vedere altre case di pane, di altre modalità di preparazione di questo alimento fondamentale in ogni paese, per ogni civiltà o religione.


Tutti i partecipenti hanno portato alla serata libri sul pane e prima di cominciare ad impastare hanno voluto condividere i loro sapere e la loro conoscenza al riguardo.


Alla fine, sfornato il pane ciascuno dei partecipanti si è portato a casa il suo per condividerlo con la famiglia . Il resto ha fatto da accompagnamento al resto dei piatti che ognuno ha realizzato per la serata: dolci fatti in casa, oppure formaggi e/o salumi, tutto rigorosamente del territorio.


Questa è solo il primo degli incontri che la condotta vuole realizzare, crecando di rientrare nel circuito delle "Case di Pane". Si vogliono coinvolgere sempre più persone in questa attività e far capire che dietro quei gesti e questo prodotto c'è tutta un economia. Eco i vari significati del "fare il pane":


Fare il pane è uno dei gesti più antichi, che indica il passaggio alla civiltà, e che lega profondamente alla terra e ai suoi valori.
Fare il pane è un gesto comunitario e condiviso da moltissime culture
Fare il pane fa parte della cultura di tutti e tutti mangiano il pane, senza distinzione di religione, cultura, classe sociale
Fare il pane è alla portata di tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, bambini, disabili....
Fare il pane permette di parlare, di condividere storie, di cantare, di raccontare
Fare il pane permette di comprendere la fatica e l'impegno di produrre il cibo
Fare il pane insieme è il preludio al mangiare insieme.

 

 

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A Nouadhibou, città a nord della Mauritania, il Terra Madre Day è stato celebrato nell'hotel Al Jazira. In una sala verde vintage, le produttrici Imraguen di bottarga del Presidio hanno organizzato una giornata all'insegna della sensibilizzazione sulle idee di Slow Food. Un centinaio di partecipanti hanno aderito all'iniziativa.

 

Marième Dahoud Ahmed Salem, responsabile del Presidio, ha tenuto il discorso di apertura: "Slow Food - ha esordito - è un'associazione internazionale, formata da uomini liberi che credono in una gestione più sostenibile delle risorse, che non fanno differenze di pelle, né di religione, o di cultura. Slow Food lavora per un mondo più buono, pulito e giusto. Il Presidio della bottarga è un esempio calzante: da quattro anni un gruppo di 30 donne collabora a stretto contatto con un altro Presidio di bottarga italiano, il Presidio della bottarga di Orbetello. Questo legame è stato possibile grazie alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità, strumento operativo dell'associazione che lavora per sostenere i progetti dei piccoli produttori in tutto il mondo, a difesa della biodiversità e delle tradizioni alimentari. Slow Food crea delle reti tra produttori, consumatori, esperti, tecnici, ristoratori sensibili all'idea di un mondo più vero, più sostenibile. Chiediamo ai nostri politici qui presenti di sostenere questi progetti nel nostro paese e di crederci: questi casi virtuosi potrebbero essere degli esempi pilota per sviluppare attività di qualità (turistiche, imprenditoriali, educative) e migliorare il tenore di vita di molti cittadini."

 

La giornata è continuata all'insegna della buona cucina tradizionale mauritana. Oltre alla promozione della bottarga del Presidio, sono stati degustati diversi piatti tradizionali: il riso ghedg, per esempio, un piatto tipico dell'interno della Mauritania a base di riso locale, pesce, pomodoro e fagiolini; le famiglie che non possono, per motivi di conservazione, comprare pesce fresco, utilizzano pesce essiccato.

Il riso mafé (riso bollito condito con olio e sale e decorato con pomodori freschi e limone) o à l'arachide (con una salsa a base di arachidi e verdure ben cotte). Il Ksour (crepe a base di farina di grano), il cous cous aux haricots con grasso di capra e il tajà (preparazione a base di datteri neri dell'Adrar -varietà locale, tipica della regione dell'Adrar, nell'Interland mauritano, in bocca saporiti ma non stucchevoli - mescolati con burro di capra). Il tajà è un piatto tipico della colazione, molto energetico.

Non mancava neanche l'aich, una salsa a base di farina di miglio, mescolata con carne tritata di montone, olio o grasso di capra e cipolle.

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Venerdì scorso, circa 20 persone sono salite sul metro di Parigi alla stazione Porte Dauphine per fare un giro all'insegna della convivialità. La linea 2 è una delle più lunghe della rete parigina: parte dal XVI arrondissement, molto chic, e arriva fino al quartiere popolare di Ménilmontant, passando per i quartieri operai di Pigalle e La Chapelle.

 

Abbiamo aperto un tavolino da picnic al centro della carrozza e, mentre la metropolitana era in marcia, abbiamo presentato i piatti che avevamo preparato e che, temevamo, nessuno al di fuori di noi avrebbe voluto assaggiare. Siamo stati invece piacevolmente sorpresi nel constatare che molte persone erano interessate e volevano provare questi piatti preparati da perfetti sconosciuti. Si sono susseguite molte domande sulle ragioni di questa manifestazione, su chi eravamo, e noi abbiamo risposto distribuendo un pieghevole che presentava Slow Food e Terra Madre.

 

45 minuti più tardi siamo arrivati al capolinea, ricaricati di energia per il successo della nostra piccola manifestazione: abbiamo deciso addirittura di riprendere la metropolitana nella direzione opposta.

 

Torneremo presto con più cibo per coinvolgere altri passeggeri!

 

Pascale Brevet

Socia di Slow Food Bastille, coordinatrice dell'evento

 

 

 

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Abbiamo festeggiato il Terra Madre Day 2010 con un grande pranzo dedicato all'olio di argan, Presidio Slow Food da quasi dieci anni.

 

L'olio di argan è un ingrediente fondamentale della cucina berbera. La sua produzione è compresa nella zona molto arida tra Safi e Goulimime.

La cooperativa Ajddigue, di cui faccio parte, si trova a Essaouira, sulla costa atlantica. Riunisce una sessantina di donne impegnate nella produzione di questo olio prezioso, utilizzato in cucina e come prodotto di bellezza. Il sapere legato alla sua produzione è appannaggio delle donne ed è trasmesso di madre in figlia.

 

Le donne della cooperativa hanno preparato dei piatti tipici della tradizione berbera, il cous-cous con sette diverse verdure e dei dolci cotti nel forno tradizionale.

Abbiamo passato un bel momento conviviale, discutendo dei progetti futuri, siamo molto soddisfatte di questa giornata!

 

Zahra Knabo

Produttrice di olio di argan

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A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, il Terra Madre Day ha riunito i media e più di 200 visitatori per un mercato di prodotti freschi e locali.  Questi prodotti di stagione provenivano tutti dagli orti situati vicino alla città : zucche, zucchine, pomodori, fagiolini, cipolle, bonlonbourou e moringa sono stati i veri protagonisti della giornata!  
 

 


Tra le 9  e le 15 il mercato è stato inoltre teatro di alcune degustazioni, che hanno proposto delle ricette tipiche:  marmellata di zucca, gaonré (palline di farina di niébé), tô (piatto a base di farina di mais) con foglie di bonlonbourou,  boussan touba (crêpes di niébé), biscotti a base di igname, cavolfiori gratinati.

 

“La divulgazione dei messaggi di Slow Food – sottolinea Sophie Salamata Sedgho, cuoca della rete di Terra Madre e co-organizzatrice della manifestazione – era tra i nostri obiettivi principali: mettere in contatto produttori e consumatori, valorizzare i prodotti locali, promuovere l'importanza della biodiversità e della sovranità alimentare.”

 


“Questa manifestazione – continua – è stata un vero e proprio successo: abbiamo accolto molti visitatori curiosi, ma anche dei giornalisti interessati, che contribuiranno certamente ad ampliare la portata dell'evento. Anche i responsabili della struttura che ha ospitato la manifestazione, il CNRST (Centro Nazionale di Ricerca Scientifica e Tecnologica) hanno partecipato all'appuntamento. Vorremmo ringraziarne il direttore, che ha gentilmente messo a disposizione la sala. Vorremmo anche ringraziare maison Jumbo, che ha realizzato i supporti di comunicazione e tutti gli espositori, per il loro impegno."

 

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Abbiamo festeggiato il Terra Madre Day con la partecipazione di una folla entusiasta. Abbiamo scelto di valorizzare un animale simbolo per la cultura dell'Africa sahariana, il dromedario.
 

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Il latte di dromedario è il cibo più importante e completo per i nomadi del Sahara, abituati a vivere solo di quello anche per settimane. E vanta una lunghissima tradizione anche tra le comunità stanziali di questi territori.

 

Vogliamo lavorare ancora perché sia riconosciuta l'importanza di questo tipo di allevamento, che ha radici antichissime. La pastorizia nomade si scontra con la crescente urbanizzazione, sempre più allevatori si trasferiscono in città.

 

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Per il Terra Madre Day, si sono riuniti in un parco di Lijoyss, all'interno della Mauritania, moltissimi amici, parenti, studenti e professori. Per questo giorno di festa abbiamo voluto condividere con queste persone l'attaccamento a prodotti che sono strettamente legati alla nostra cultura e alla nostra tradizione. Il latte di dromedario ha eccellenti proprietà nutritive ed è molto digeribile. Abbiamo organizzato una degustazione di latte, formaggi e carne di dromedario.

E' stato anche presentato un concorso, che ha premiato l'animale più bello, dall'aspetto più sano.

 

Siamo molto contenti di questo Terra Madre Day, l'entusiasmo contagioso di questa giornata ci fa ben sperare per il futuro dei nostri progetti!

 

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Mohamed Ould Tati

Referente della comunità di allevatori di cammelle e produttori di latte di Nouakchott

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Il convivium di Cali ha festeggiato il Terra Madre Day con i produttori del Mercato Biologico di Asoproorgánicos, che coinvolge circa 30 contadini della Valle del Cauca (Colombia), cuochi e consumatori attenti all'origine e alla qualità dei prodotti.

Questo mercato è stato creato a Cali cinque anni fa e offre un'ampia varietà di frutta e verdura biologica provenienti da Silvia y Morales (Cauca), Jamundí, Cerrito, La Buitrera e Tocotá.

Si possono comprare anche polli allevati all'aria aperta, formaggio e latte di capra, miele, pane casereccio, erbe aromatiche, caffé, riso e fermentati di frutti esotici come il borojò e il frutto della passione.

Alcuni cuochi hanno preparato inoltre alcuni piatti con i prodotti del mercato.

Sonia Serna, una delle fondatrici del convivum Cali, ha sottolineato che la città di Cali si è unita per la prima volta ai festeggiamenti del Terra Madre Day: "abbiamo organizzato questa festa come prima attività ufficiale del nostro convivium, utilizzando il modello dei Mercati della Terra".

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A Bra (Cn), la condotta dell’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG) ha iniziato a festeggiare il Terra Madre Day gia ieri sera. L’attività di educazione al gusto organizzata in occasione del Terra Madre Day è stata anticipata da una cena alla quale hanno partecipato alcuni genitori degli studenti partecipanti, professori e il direttore didattico della scuola elementare 1° circolo di Bra.

I genitori degli studenti hanno aderito con entusiasmo alla cena - interamente di stagione e locale - presso il ristorante Battaglino - roccaforte della cultura culinaria braidese, ben felice di prestarsi al gioco - e preparata dai ragazzi stessi con i prodotti del gruppo di acquisto, avviato dalla condotta. Durante la serata, è stata anticipato che Bra sarebbe stata colpita da un alluvione, e quindi privata di cibo. Per questo, quattro squadre di pirati sarebbero state mandate attraverso gli oceani, alla ricerca di cibo sui cinque continenti.

 

Oggi, i nostri pirati in erba hanno seguito le tracce del pane, del miele, del formaggio e degli scambi culturali che hanno influenzato, nel corso dei secoli, il nostro modo di mangiare. Durante le 4 tappe del gioco, hanno lavorato l’impasto del pane, appreso a riconoscerne i differenti tipi consumati nel mondo, scherzato con il panettiere, conosciuto da vicino i problemi dei brevetti applicati alle semenze. Inoltre, hanno potuto degustare diversi formaggi di pecora e apprezzare le diverse tecniche di produzione e di affinamento. Hanno compreso il fondamentale ruolo delle api nella protezione della biodiversità e apprezzato la bontà dei loro prodotti, e, infine hanno combattuto sui cinque continenti per seguire il percorso dei pomodori e delle melanzane, per comprendere i diversi usi dell’aglio fuori dalla cucina, l’importanza dei datteri, del té, il colore delle ciliegie di caffè appena raccolte, etc.

 

Antonella Marengo, professoressa di scienze e matematica, ha accompagnato la squadra di pirati saraceni. Queste le sue parole: «I nostri allievi hanno soprattutto una cultura da supermercato ; molti di loro non sanno da dove venga il cibo e come sia prodotto. Per questo, la scuola ha cominciato un percorso su questo tema, integrando l’alimentazione all’interno di più materie e organizzando ogni settimana una giornata sulla frutta (per poter sostituire gradualmente gli snack industriali abituali). Inoltre, organizziamo una serie di visite presso i produttori locali. La reazione e l’entusiasmo dei bambini che partecipano all’avventura dei pirati sono gratificanti e i genitori sono ugualmente riconoscenti».

 

Il Terra Madre Day organizzato dalla condotta UNISG porta avanti attività già realizzate nel corso dell’anno: la costituzione e la promozione di un gruppo di acquisto e il rinforzo dei legami tra produttori locali, le comunità e le scuole di Bra.

 

 

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Più di 170.000 persone partecipano oggi al Terra Madre Day, con 1.130 eventi organizzati in 125 differenti Paesi, allo scopo di festeggiare e promuovere un'alimentazione locale e sostenibile.

La rete mondiale dei convivium Slow Food, le comunità del cibo di Terra Madre e le tante organizzazioni partner che sostengono una produzione di cibo buona pulita e giusta si sono impegnate per organizzare delle cene collettive, delle fiere sull'alimentazione locale, dei seminari, dei laboratori educativi per i bambini, delle visite ai produttori e molto altro ancora, mostrando così la diversità e la forza del movimento.

Dall'Afghanistan al Venezuela, seguite cosa succede durante i prossimi giorni qui sul sito del Terra Madre Day, dove pubblicheremo delle storie, delle fotografie e dei video provenienti da tutti i continenti, in otto lingue.

Grazie a tutti quelli che partecipano al Terra Madre Day, qualunque sia la dimensione del vostro evento. Celebrando e impegnandoci per la protezione dei nostri sistemi alimentari locali, stiamo costruendo insieme una rivoluzione globale.

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"Amici, semplici curiosi, ma anche dei giornalisti: quasi 300 partecipanti hanno condiviso un lungo pranzo a base di prodotti locali.. abbiamo finito solo alle 18." Said Himidi, referente della comunità del cibo degli agricoltori di Moroni, Isole Comore, ha l'aria molto soddisfatta.

"Siamo molto contenti della riuscita di questa giornata: abbiamo discusso le idee di Slow Food, e abbiamo presentato le nostre impressioni sull'incontro mondiale di Terra Madre a Torino, una grande emozione! Il pranzo del 10 dicembre ci ha dato l'occasione di gustare quei prodotti che sono frutto del nostro patrimonio culinario locale, condividerli è un piacere che vogliamo assolutamente proteggere."

Le isole Comore, a nordest del Madagascar, sono un arcipelago di origine vulcanica, circondato da fondali oceanici meravigliosamente ricchi.

La comunità, che era rappresentata a Torino, a Terra Madre 2010, è composta da un migliaio di produttori della regione intorno alla capitale Moroni, che operano nei settori della pesca e dell'agricoltura, della produzione dolciaria (spesso a base di riso) e dei succhi dei frutta tropicali.

 

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