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Terra Madre Day - Celebrate eating locally
 
 
 

Racconti dal Terra Madre Day 2011



La città di Unzen è situata in una zona vulcanica molto attiva che ha devastato più volte questa piccola penisola. I produtori hanno combattuto da sempre contro la forza della natura, e sono molti gli interessati all'agricoltura buona, pulita e giusta. L'evento è sytato organizzato in prima persona da Slow Food Nagasaki, e in particolare dai suoi leader Masatoshi Iwasaki e Yoko Kurokawa. Iwasaki è un agricoltore che tutela le varietà locali, riprendendo sempre i semi dopo il ciclo vegetativo; questo succede in tutto il mondo ma è diventata una pratica scomparsa in un Paese industrializzato come il Giappone. Kurokawa si è invece sempre fatta promotrice della tutela della biodiversità, fin dall'epoca del Premio Slow Food. Addirittura è stata lei a candidare il primo e ultimo giapponese al premio (il coltivatore di riso antico colorato Katsuhiko Takedomi).



E’ stato allestito il mercato con i prodotti tipici della zona, come l'agrume Yuuko, le acciughe sotto sale Etari e la lattuga con i nodi “Kobutakana di Unzen”, che i visitatori hanno potuto gustare ancora di più grazie alla presenza dei produttori, in grado di spiegarne tutta la bontà.



Dalla sede internazionale è stato invitato Piero Sardo (chiamato Anthony Hopkins italiano in Giappone) a tenere il discorso di apertura nel quale ha illustrato tutto quello che l'associazione sta facendo nel mondo in difesa della biodiversità. La cena è stata davvero spettacolare, con il pesce rigorosamente frescho e crudo, insieme a ricette tradizionali e moderne per esaltare al massimo la gastronomia di Unzen.



Alla manifestazione sono venuti anche i fiduciari delle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami, che hanno preso "Slow Food" come slogan pe rla ricostruzione delle città distrutte. I fiduciari hanno inoltre presentato il manifesto di Unzen per illustrare in che direzione vogliamo andare avanti nonostante tutti i disastri che abbiamo avuto nel 2011.

 

Masayoshi Ishida

ishida@slowfood.it

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La Condotta di Dogliani ha organizzato per il Terra Madre Day una giornata con i bambini al mercato contadino dove oltre a conoscere i produttori locali hanno avuto modo di ascoltare i racconti sul loro lavoro e hanno potuto vedere dal vivo e da vicino i prodotti di stagione.
Insieme hanno fatto la spesa, per poter realizzare a casa piatti che seguissero la stagione e la tradizione.
Durante il pomeriggio invece si è tenuta la mostra "Mamma, che buono!", esposizione dei dipinti realizzati dai bambini delle scuole elementari raffiguranti i piatti preferiti tra quelli consumati a casa, preparati dalle famiglie con i prodotti acquistati al mercato.
A chiusura della giornata è stata offerta una merenda con pane e... olio, confettura, burro e zucchero, cioccolata calda e succhi di frutta realizzata in collaborazione con il mercato dei Contadini delle Langhe.
I dipinti sono stati successivamente esposti alla Fiera del Bue grasso di Carrù.

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Per il Terra Madre Day, la Condotta di Ravenna ha deciso di andare a visitare la comunità del cibo "Il Lavoro dei Contadini".
Durante il pomeriggio, grazie alla presenza della padrona di casa Gianna, abbiamo visitato il piccolo e interessante museo della civiltà contadina allestito nell'agriturismo con una bellissima collezione di telai romagnoli. L'artigiano Fabiano Sportelli ci ha parlato del Fischietto di terracotta in Romagna e ci ha illustrato la tecnica per realizzarlo con i suoi procedimenti e la sua storia.
La giornata si è conclusa con la cena realizzata seguendo i prodotti della stagione e del territorio nella tradizione della cucina romagnola. Gianna ci ha fatto ripercorrere attraverso i suoi piatti la vera cucina romagnola, con la sua particolare attenzione agli ingredienti e ai prodotti.
Nella giornata di domenica, la Condotta ha organizzato una visita al al Museo del sale di Cervia, dove ha potuto degustare alcuni piatti realizzati dalle diverse comunità straniere che risiedono a Cervia: Brasile, Albania, Romania.
Il ricavato delle iniziative ha contribuito a finanziare il progetto "Mille Orti in Africa".

Ravenna

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Il Terra Madre Day della Condotta di Bracciano è coinciso con l'inaugurazione del Mercato della Terra di Anguillara Sabazia.

I produttori presenti erano circa una ventina e hanno avuto modo di raccontare e farsi conoscere al pubblico, hanno portato la propria esperienza e la tradizione del loro lavoro. Durante il mercato si è distribuito il lievito madre e a conclusione della giornata i produttori del Mercato hanno offerto un aperitivo con i prodotti locali della Terra ai presenti.

Bracciano

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Anche la Scuola Elementare San Michele di Bra ha festeggiato il Terra Madre Day 2011 nella mattinata del 12 dicembre. E' stata un'occasione perfetta per inaugurare il piccolo orto della scuola. Oltre alle maestre e agli alunni erano presenti il fiduciario di Bra e i nonni ortolani "adottivi".
 
I bambini hanno visitato un orto nelle immediate vicinanze ed hanno ascoltato le spiegazioni sulle coltivazioni autunnali. Sulla scia di questo entusiasmo, si intende raccogliere fondi per realizzare un Orto in Africa ed organizzare altre iniziative legate alla coltivazione, al cibo e all'alimentazione sana e tradizionale.

Sanmichele

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scandicci

In un clima di festa e di serenità, nella splendida cornice del castello dell'Acciaiolo a Scandicci, si è svolto il Terra Madre day 2011 della Condotta di Scandicci.
Da una semplice idea nata in una sera di novembre intorno ad un tavolo, ha preso forma una bella giornata piena di attività per grandi e, soprattutto, per piccini.

Sono stati infatti i piccoli i protagonisti della giornata. A turno circa un centinaio di bambini si sono messi all'opera nello stendere la pasta frolla, ognuno col proprio mattarello, fare delle forme con gli stampini, aspettare pazientemente che quelle forme si cuocessero e poi via con le decorazioni. Una volta decorati si passa al confezionamento, bustina, fiocchetto e cartolina ricordo.

Chi aspetta il proprio turno per il laboratorio approfitta per ascoltare la lettura sul libro del cioccolato edito da Slow Food, oppure può andare sotto la torre del castello a decorare le pinne da mettere come decorazione sull'albero di Natale sistemato nel cortile del castello e poi, via con le musiche! Il gruppo delle Malcercone intrattiene con canti popolari grandi e piccini.

Nel cortile è anche possibile degustare i prodotti omaggiati dai produttori locali (formaggio, olio, agnello, vino, verdure, salumi, succhi di frutta).

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Lunedì 12 dicembre nell'Osteria di Salvatore Toscano, la Condotta Slow Food del Chianti ha festeggiato il Terra Madre Day.
C'erano Francesco e Giuliano (con i loro vini e le verdure dell'orto), Gionni (con il suo olio appena franto), Paolo (con il vino che porta il nome di suo nonno), Giovanni (con la sua pasta artigianale), Stefano con la sua carne, Niccolo' (con l'assaggio del suo vino, a cui si dedica da due anni, appena tornato dall'Africa), Marco e Michele (senza formaggi, perchè le loro novanta capre camosciate, in questo momento dell'anno non danno latte).
Con questi prodotti, Salvatore ha preparato una cena eccezionale ed è stato possibile raccogliere una piccola somma. Una parte verrà destinata al progetto Mille Orti in Africa e il restante servirà per adottare le tre capre di Marco e Michele durante l'inverno: le chiameremo Terra, Madre, e la più lenta di esse, Slow.
Come promesso dai caprai, a maggio mangeremo i loro formaggi in una festa sul prato della loro azienda, speriamo con tanta gente.

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La sera del 10 dicembre la Comunità delle donne in cammino si è ritrovata per festeggiare insieme il Terra Madre Day.
Ogni donna ha realizzato un piatto della tradizione seguendo il tema della serata: "il profumo della memoria". Ogni piatto è stato accompagnato dal racconto della preparazione e dai ricordi legati a quella ricetta, storie di vita passata che hanno segnato la vita di ogni partecipante: il ricordo di infanzia o di una persona cara legato alla realizzazione di un piatto.
Da qui è partito il primo esperimento per il granaio della memoria, che stiamo pian piano costruendo e speriamo di poter presentare al prossimo Salone del Gusto e Terra Madre. Inoltre durante la serata abbiamo avuto modo di ragionare sul nuovo progetto per il 2012: il baratto, una forma di aggregazione da riprendere e da rivalutare. Speriamo di poter creare un mercatino nei primi mesi del 2012.

 

donna

 

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Anche quest'anno abbiamo festeggiato il Terra Madre Day presso la Serra dei Giardini a Venezia in una bella giornata di sole. Durante tutta la giornata si sono svolti laboratori sul pane, sui semi e la biodiversità; insegnanti e artigiani hanno aiutato i bambini presenti a realizzare oggetti in creta, seguendoli passo passo. Nel corso della giornata si sono svolti dibattiti e conferenze su "Salviamo il Paesaggio" e sugli Orti in Africa ai quali hanno partecipato numerosi studenti delle scuole di Venezia e dintorni.
Attorno alla Serra si è sviluppato un Mercatino di prodotti delle isole e dell'entroterra: verdura, miele, vino della laguna, torrone, farine, orzo, riso, biscotti, pane, formaggi. Diversi artigiani hanno esposto gli oggetti da loro creati: gioielli fatti con materiale di riciclo, spille di stoffa, saponi, decorazioni natalizie, giocattoli.
Alla sera conclusione della giornata con una bella "cicchettata" con piatti della tradizione offerti da alcuni noti ristoratori veneziani, innaffiata da Prosecco e da Dorona. Una giornata di festa che grazie alle offerte di tutti i Veneziani che hanno partecipato permetterà anche quest'anno di adottare un Orto in Africa.

Venezia

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Prendi un'occasione per mangiare insieme, aggiungi buon cibo, bei quadri e storie dal passato. Ecco la ricetta che Blanka Turturro ha ideato per festeggiare il Terra Madre Day a Praga.

 

"In Repubblica Ceca, quando ci sediamo a tavola nessuno ha voglia di pensare a cosa ha nel piatto. Manca nelle nostre conversazioni l'elemento educativo", ci racconta Blanka. "Per questo dall'incontro con due storici - un professore di storia italiano trapiantato a Praga cuoco per passione, e un docente di un istituto alberghiero, autore del libro Art + Gastronomy. Where? - è nata l'idea di festeggiare il Terra Madre Day, con un evento conviviale sì ma con un tema speciale. Ci interessava far capire che gastronomia non significa semplicemente mangiare bene ma è vera e propria cultura materiale. E in questo ci hanno aiutato l'arte e la storia".

 

I 34 ospiti, soci e non di tutte l'età, insieme alla presentazione del libro - che dalla Mesopotamia ai giorni nostri parla di cultura gastronomica - hanno degustato cinque piatti tutti rigorosamente medioevali preparati con materie prime ceche e, tra una portata e l'altra, attraverso quadri e racconti, hanno scoperto notizie e curiosità: dall'invenzione delle posate alla diffusione delle ricette, dall'evoluzione degli utensili per la cucina al cambiare delle tradizioni a seconda delle epoche storiche.

 

"Abbiamo servito l'arista di maiale, per esempio", racconta divertita Blanka, "E il professore ci ha spiegato come questo sia un piatto che, dalla corte fiorentina, ha invaso tutta l'Europa. Il dolce, invece, ha voluto rappresentare la cucina rustica del nostro Paese: semplici mele e pere locali servite con noci e miele. Un occhio alle ricette tradizionali, uno alle materie prime e uno all'educazione al gusto. Per dimostrare come la cucina non sia poi così lontana dalla storia di ciascuno di noi".

 

Per saperne di più
Blanka Turturro
info@slowfood.cz

 

 

 

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A Shirgjan, in Albania, la Federazione agricola di Elbasan (Fbe) lavora per migliorare e valorizzare i prodotti tipici del distretto, in particolare l'olio di oliva. E il Terra Madre Day è stata l'occasione per discutere di riconoscimento delle tradizioni locali e importanza delle economie di piccola scala.

 

 

35 persone, soprattutto produttori di olio di oliva e coltivatori di ulivi, hanno preso parte al dibattito. Nel distretto di Elbasan, infatti, la produzione di olio è un'attività radicata, come dimostrano resti di antichi frantoi in legno e giare in terracotta che si trovano nelle cantine delle case storiche, e l'esistenza di un dolce tradizionale, il fuli, a base di olio di oliva. "La nostra maggiore preoccupazione è capire come possiamo proteggere le piccole produzioni dell'area", racconta Dimiter Piligriu, uno degli organizzatori dell'evento, "e come possiamo recuperare e diffondere le tradizionali ricette a base di olio. Vorremmo sviluppare forme di turismo rurale e, secondo noi, incentivare attività come l'agriturismo può essere la strada migliore per uno sviluppo futuro".

 


Dopo la discussione, durante la quale sono intervenuti anche alcuni ristoratori locali, è stato organizzato un pranzo a base di prodotti locali con il tradizionale olio di oliva valmi.

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A Penang, in Malesia, 25 persone hanno partecipato a un seminario con un coltivatore biologico locale per scoprire i mille e più modi con cui si può usare il cocco, la meraviglia dei tropici. L'incontro si è trasformato subito in una discussione animata e conviviale, durante la quale ciascuno ha condiviso la propria esperienza mentre si gustavano delizie tradizionali...a base di cocco, naturalmente! Tra le molte, non poteva mancare il nasi lemak, piatto nazionale della Malesia fatto di riso cotto nel latte di cocco, accompagnato da chapati e acqua di cocco, una bevanda locale leggermente alcolica estratta da questa pianta dalle numerose risorse.


"Le palme da cocco ci circondano ma non tutti sanno quanto possono essere straordinarie", spiega Nazlina Hussin, organizzatrice dell'evento. "Possono essere usate per qualsiasi cosa, dalla cosmesi alla prevenzione della perdita dei capelli fino alla costruzione di ponti e case. Usiamo le foglie più giovani per i cestini e quelle più vecchie per le scope, il guscio serve per un'innumerevole serie di oggetti, l'involucro intorno alla noce come combustibile per cucinare e per la difesa dalle zanzare, e i materassi fatti con il cocco sono sicuramente meglio di quelli di gomma! In cucina, l'olio è usato per preparare le torte, e dà loro un aroma eccezionale. Da questa meravigliosa pianta possiamo anche ricavare latte e succo. La noce stessa è un ingrediente base di molti dolci e persino le radici crude tagliate a bocconcini sono commestibili...senza dimenticare i suoi usi terapeutici".


"È stata veramente una bella giornata e una grande occasione per far conoscere Slow Food. Sono state molte le persone interessate che hanno dimostrato il desiderio di essere coinvolte, per questo speriamo di poter avviare un convivium nei prossimi mesi".

 

Per saperne di più:
Nazlina Hussin
nazlina.hussin@gmail.com

Elisa Vitali
Slow Food Internazionale

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Con più di 1000 eventi in tutto il mondo e oltre 190.000 partecipanti il 10 dicembre la rete di Slow Food e Terra Madre festeggia il Terra Madre Day e il cibo locale. Per molte comunità però l'appuntamento è un impegno in più; dalla Spagna al Canada, dall'Australia alla Finlandia tanti sono i semi piantati per uno dei Mille Orti in Africa. Ecco quindi un assaggio di come la rete si è preparata a sostenere la sfida...

 

In Germania, a Würzburg, i soci della condotta Mainfranken Hohenlohe cucinano e distribuiscono al mercato locale piatti a base di pollo e patate, il cui ricavato sarà devoluto al progetto; anche a Überlingen, sul lago di Boden, i soci s'improvvisano cuochi per una sera. In Russia, invece, i bambini che partecipano al primo Terra Madre Day di San Pietroburgo disegnano l'"Orto Africano dei Sogni" mentre i genitori si sfidano a colpi di domande con il quiz "Quanto conosci l'agricoltura dell'Africa?". E ancora in Olanda gli agricoltori locali offrono premi durante una lotteria e a Worchester (Gran Bretagna), in una cena internazionale, la cucina africana incontra la cucina russa.

 

Per non dimenticare poi le molte degustazioni - dall'olio di oliva aragonese alla varietà di produzioni locali francesi e australiane - grazie alle quali una parte del ricavato sarà destinato ai Mille Orti. Oltreoceano, negli Stati Uniti, è un mercato contadino a scegliere di adottare il progetto, mentre in Canada si prepara più di una festa all'insegna di cibi africani con ingredienti locali.

 

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In Kenya, nella cucina tradizionale intere generazioni di famiglie hanno usato recipienti in terracotta - efficienti, economici e sostenibili - oggi sempre più rari e preferiti a prodotti alternativi in alluminio.

 


"In tanti hanno dimenticato l'uso dei nostri tradizionali recipienti. Spesso sono considerati fuori moda o segno di povertà" racconta Ferdinad Wafula, fiduciario della condotta Slow Food di Emuhaya. "In realtà sono sostenibili, senza costi e possono durare a lungo. Nella nostra comunità, ci sono ancora persone che producono questi recipienti a casa loro ma non sono supportati, continua Wafula, per questo oggi vogliamo cercare di rinnovare la tradizione".

 

E l'occasione è stato il Terra Madre Day. Venerdì 9 dicembre, più di cento persone, inclusi molti contadini e bambini, hanno raggiunto l'orto dell'associazione Bio Gardening Innovation a Elnuni (a nord di Bunyore, distretto di Viiga). Qui un gruppo di donne ha mostrato i diversi tipi di recipienti, chiamati in modo differente a seconda delle funzioni e del cibo preparato, dalla carne al pesce, alle verdure.

 

 

L'evento ha avuto un'attenzione particolare verso le energie rinnovabili. Ormai sono venute meno diverse tecniche per il risparmio energetico, incluso l'uso del calore generato dal compost per produrre acqua calda. "Messa a punto dallo staff del Bio gardening innovations, questa è un'opzione a basso costo per usare gli alberi e le superfici organiche degli orti quali fonti di energia. Avreste dovuto vedere l'eccitazione delle persone presenti, è stato davvero il principale evento della giornata!"


Non poteva mancare la gara culinaria. Otto contadini hanno portato 24 differenti tipi di cibo da degustare, cucinati poi durante il pranzo. "I produttori sono stati molto contenti di mostrare le proprie abilità e i cibi tradizionali: porridge, birre locali dal miglio, zuppe con carne essiccata, pesce e verdure locali" ha spiega Wafula.

 

"Tutti dicono che il cibo ha un gusto diverso e migliore se cucinato nei tradizionali recipienti. È così delizioso nei recipienti in terracotta!" continua Wafula. "I vasi in terracotta arrivano dalla terra e noi li usiamo per cucinare cibi che nascono dalla terra. Questo è il significato e questa è la traduzione che non deve scomparire".


Per saperne di più
Ferdinand Wafula
Fiduciario della condotta Slow Food di Emuhaya
Coordinatore dell'associazione Bio Gardening
fwwafula@yahoo.com

 

 

 

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Nyeshenza è un villaggio situato all'estremità nord-occidentale del Burundi, nella provincia di Cibitoke, a nord del lago Tanganica e a pochi chilometri dal confine con il Ruanda. In questo piccolo centro urbano della fascia equatoriale si sono riuniti per il Terra Madre Day circa 50 coltivatori di banano, per discutere delle possibili soluzioni da mettere in atto di fronte all'inquietante diffusione della BXW, una malattia di origine batterica che sta colpendo duramente le piantagioni locali. La BXW (Banana Xanthomonas Wilt) è un'infezione che ha già messo a dura prova le coltivazioni dei Paesi confinanti e ha fatto comparsa nel Burundi solo di recente.

 

"Il Burundi" - sottolinea Arthémon Ntirandekura, referente di un'associazione di coltivatori e di una comunità del cibo di Terra Madre - "è il primo produttore di banana del continente africano. La coltivazione di banano ha un'importanza centrale nell'economia del Paese e per scongiurare una vera e propria crisi sanitaria nelle piantagioni è necessario insistere sulla formazione degli agricoltori".

 

Per debellare i focolai di infezione non si utilizzano infatti prodotti chimici, ma è fondamentale adottare delle semplici misure di precauzione: disinfettare per esempio gli attrezzi dopo l'utilizzo ed eliminare tempestivamente le piante malate.

 

Con le banane appena raccolte, i coltivatori della provincia di Cibitoke producono una bevanda fermentata, che è poi rivenduta nella capitale Bujumbura. La bevanda si ottiene schiacciando la polpa del frutto e facendo fermentare il succo per tre giorni grazie all'effetto catalizzatore della farina di una varietà locale di sorgo.
Un collettivo di associazioni di produttori costituisce la comunità di Terra Madre di cui Arthémon è il referente, quella dei "Produttori di vino di banana di Cibitoke".

 

"In occasione del Terra Madre Day" - ribadisce Arthémon - "alcuni rappresentanti della nostra comunità si sono riuniti per difendere una produzione locale che è di importanza vitale. In questo contesto accompagnare la formazione degli agricoltori è l'unica strada percorribile per garantire il mantenimento di una produzione locale di qualità".

 

Laura Drago

Slow Food International

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Non è mancato il bel tempo all'appuntamento invernale che ha richiamato tutti gli affamati e gli amanti della zuppa, sulla piazza del Grand Marché di Tours.

 

Luc Durain, esperto di finanza ma appassionato del buon cibo intelligente, quello che può cambiare le nostre vite senza che noi ce ne accorgiamo, ha cucinato per il piacere dei passanti numerose ed eccellenti zuppe.

 

"Sono in tanti a impazzire per la zuppa di crescione e, spesso, mi chiedono la ricetta. È semplice, basta aggiungere un pò di riso al crescione saltato con il burro per avere una buona consistenza" rivela Luc.

 

"Il crescione è stato offerto da Sébastien Georget, un produttore reduce da Euro Gusto, l'evento biennale di Slow Food organizzato a Tours lo scorso mese", ci spiega Mélanie Fauconnier, fiduciaria del convivium. "Per le altre zuppe, invece, abbiamo usato zucche, patate o carciofi, che stavano per essere gettati nella spazzatura per la mancanza di acquirenti al termine della giornata di mercato. Delle cassette intere di carciofi. Sarebbe stato un peccato, per questo abbiamo preparato deliziose zuppe con i cuori di carciofo. Abbiamo anche recuperato cassette di pomodori che, anche se non di stagione e quindi meno gustosi che in estate, una volta aggiunte le spezie, hanno dato una vellutata veramente appetitosa" afferma.

 

Preparate a casa, le zuppe sono state riscaldate su piastre bollenti e i passanti, sorpresi e curiosi, si sono lasciati tentare e coinvolgere dalla manifestazione che ha richiamato anche l'interesse della stampa locale. Slow Food dite...? Terra Madre? Cosa significa? Cosa c'entra con i nostri buoni prodotti della zona di Tours?

 

E chi sa se, dopo l'evento, qua e là germineranno semi di idee per cambiare la cultura alimentare?

 

Michèle Mesmain, Slow Food International

 

 

 

 

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Quest'anno il convivium Slow Food di Bitola (in Macedonia) ha festeggiato il Terra Madre Day discutendo di sistemi di produzione di piccola scala, di tradizioni locali e del pericolo dell'introduzione di alimenti Ogm. Durante la tavola rotonda, tre relatori hanno condiviso la loro posizione sugli Ogm e sulle nuove regolamentazioni di legge introdotte di recente nel Paese.

 

I relatori - Vlatzo Sirta, membro di un'agenzia locale per il supporto all'agricoltura e due docenti universitari - hanno spiegato che se oggi in Macedonia è proibito coltivare Ogm, potrebbe tuttavia essere percorsa una scorciatoia che permetterebbe di legalizzare l'importazione di piccole quantità di semi geneticamente modificati per la ricerca scientifica. Il convivium ha deciso di portare avanti una campagna contro gli Ogm per far sì che questa falla non si trasformi in una porta aperta  all'introduzione massiccia di coltivazioni Ogm nel Paese.

Durante il dibattito, i circa trenta partecipanti presenti al Centro per la Cultura di Bitola hanno rinnovato il desiderio di sostenere l'uso di sementi e varietà di frutta e verdura locali acquistando direttamente dai produttori del Paese.

 

Alla fine della tavola rotonda sono stati degustati piatti tradizionali dai fagioli al riso e cereali.

 

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Metti un menu di prodotti locali, inusuali e unici della foresta australiana, tutti provenienti da un raggio massimo di 10 chilometri. Ecco l'idea di Anita - proprietaria di un piccolo ristorante a Maleny (Queensland) - per festeggiare il Terra Madre Day. E così, oggi venti persone si sono riunite per scoprire un lato selvaggio, così vicino eppure così sconosciuto, attraverso l'assaggio di una ricca varietà di erbe, alberi di tè, wattleseed (varietà locale di erba, ndr) e carne di coccodrillo, tutti provenienti dalla vicina foresta.

 

"Il pranzo ha avuto un grande successo", racconta Anita. "Qui tanti credono che per essere buono il cibo debba arrivare dall'estero, per questo sono stupite quando scoprono quanto gustoso e genuino è il cibo delle foreste native. In Australia abbiamo una tale varietà di frutti, fiori, piante e molto altro ancora da poter creare piatti deliziosi, che possono competere senza problemi con quelli importati".

 

"Il fatto è che questi ingredienti normalmente non sono disponibili nei supermercati e diventa necessario trovare un modo semplice per familiarizzare", continua Anita, "Non è stato facile convincere gli ospiti ad assaggiare, per esempio, la carne di canguro, emù e coccodrillo, così prima di servire il cibo ne ho approfittato per raccontare loro la storia del prodotto, la sua origine e i differenti sapori che avrebbero potuto trovarsi in bocca. La cosa più bella per me è stata vedere la reazione, le facce stupite quando hanno realizzato quanto interessanti possano essere certi cibi. E lo sono veramente! Dove è possibile trovare qualcosa di simile alla capa nut che, se masticata lentamente, può cambiare cinque differenti gusti?"

 

"Posso dire che le persone presenti hanno compreso il messaggio", conclude Anita. "Tutti hanno apprezzato la ricchezza del cibo nativo ed è un peccato che attualmente sia così difficile reperirlo. Spero che questa giornata accresca l'interesse per i saperi tradizionali legati a cibi, oggi così rari da trovare sul mercato".

 

 

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La nostra regione del Monte Braker in Australia è ricca di prodotti, ma appena cresce qualcosa, quasi sempre finisce su un camion per essere venduta altrove. Allo stesso tempo, se la gente fa un barbecue, una tradizione molto diffusa in Australia, andrà al supermercato per comprare tutto l'occorrente.

 

Abbiamo deciso di servirci del Terra Madre Day come di una scusa per mostrare tutti i prodotti eccezionali che sono coltivati nei cortili privati e abbiamo quindi organizzato un pranzo con i prodotti dell'orto nel nostro caffè-vineria.

 

backyardswap 

 

I partecipanti sono arrivati con gli straordinari prodotti del loro orto - cavolo, aglio, spinaci, barbabietole, lattuga, ma anche formaggi locali di capra, trota, gelato all'olio di oliva e limone candito che un ospite ha preparato con i frutti del suo giardino! Abbiamo quindi scambiato i prodotti tra di noi, senza che ci fosse quindi nessun costo aggiuntivo.

 

Ho preparato degli antipasti con i prodotti del mio giardino e con gli ingredienti che avevano portato gli altri, dando vita a un pranzo dei vicini con i prodotti dell'orto. Eravamo solo in sei ma otto anni fa abbiamo iniziato allo stesso modo organizzando un falò per festeggiare il cambio delle stagioni e adesso c'è una lista di attesa di oltre ottanta persone!

 

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Molte persone fanno crescere frutti e ortaggi nel loro orto, ma in pochi pensano di scambiare i prodotti con il vicinato. Il nostro obiettivo è di capire chi produce cosa nel suo cortile, per incoraggiarli a condividere questi alimenti con la comunità locale. Il Terra Madre Day era l'occasione per promuovere quest'idea nel nostro piccolo pezzetto di mondo.

 

Bev Gilbert
gilberts@agn.net.au

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Il 1 dicembre un piccolo gruppo di persone si è dato appuntamento al Mercatino di Natale di Bratislava. Tutti sperano di poter creare un convivium, per questo hanno deciso di festeggiare il Terra Madre Day incontrandosi per la prima volta per celebrare la Vcelovina, un prodotto locale tradizionale. Fatto con il miele, questo vino speciale può essere bevuto sia caldo sia freddo. Da sempre prodotto in Slovacchia, accompagna una tradizionale pratica di apicoltura le cui tracce risalgono già a partire dal XII secolo.

 

"È di buon auspicio iniziare con un messaggio positivo, un messaggio per il futuro", racconta Petra Molnarova, che ha organizzato l'incontro e per questo ha deciso di chiamarlo "messaggio in bottiglia".

 

 

 

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Nella piccola città mineraria di Røros quest'anno il Terra Madre Day si festeggia degustando rakfisk, tipico piatto della zona, una delle regioni più interne della Norvegia, non lontana dal confine con la Svezia. Qui i piccoli laghi tra le montagne sono ricchi di salmerini e trote pescati preferibilmente in autunno.

 

Durante i freddi inverni norvegesi, l'acqua è ghiacciata, per questo pescare è estramemente difficile. E questo è il motivo per cui gli abitanti della zona hanno imparato a pescare durante la stagione autunnale e poi a conservare il pescato sotto forma di rakfisk.

 

rakfisk

 

La ricetta è semplice: basta salare il pesce e conservarlo in un luogo asciutto per due o tre mesi, qualcuno addirittura sostiene che si conserva fino all'estate seguente. Poi è pronto per essere mangiato. "Lo laviamo, lo puliamo e poi lo tagliamo in filetti e in fette sottili", racconta Per Tore Holgersen, organizzatore dell'evento "quindi lo mangiamo insieme a patate e cipolle. La cosa particolare è che dopo il processo di fermentazione non c'è bisogno di cucinare il pesce: qui lo mangiamo semplicemente crudo".

 

Quest'anno più di 20 persone hanno preso parte all'evento partecipando alla degustazione e hanno festeggiato abbinando alla produzione di quest'anno akvavit (acquavite), un tradizionale distillato aromatizzato, e birra.

 

 

 

 

 

 

 

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Stretta fra Lussino e la punta di Capo Promontore in Istria, l'isola di Unije è uno dei gioielli dell'alto Adriatico che resiste al turismo dei grandi numeri. Ogni anno a fine novembre l'isola chiama a rapporto i suoi aficionados per la pesca del calamaro (lignjada in croato).


Quest'anno la lignjada è diventata protagonista del Terra Madre Day: il convivium Slow Food Unije Plus ha deciso che non esisteva modo migliore di festeggiare - con un paio di settimane di anticipo - il Terra Madre Day.

 

croazia


Sul traghetto che parte da Fiume per approdare sull'isola ci stupisce come tutti si salutino e si abbraccino. Capiamo che la scelta di ritrovarsi ad autunno inoltrato non è affatto casuale. E' un modo per selezionare gli ospiti, e assicurarsi la presenza di chi a questo luogo ci tiene davvero.


A mezzogiorno gli equipaggi di pescatori lasciano il piccolo molo. Il sole allo zenit risveglia i profumi della macchia mediterranea: i sentori di salvia, elicriso e rosmarino si rincorrono sulla terraferma fino al mare, dove adesso le piccole imbarcazioni si separano per puntare verso quel tratto che, a torto o a ragione, hanno reputato il più pescoso.
Niente sonde, reti e diavolerie elettroniche: si pesca con la togna, il filo e le totanare come esca.


Sarà forse per questo che gli oltre 20 equipaggi coinvolti raccolgono poco più di 50 kg di calamari in 4 ore. Può sembrare tanto, ma è niente se si considera che un peschereccio industriale raggiungerebbe lo stesso risultato in pochi minuti, impiegando molte meno persone.


Vuoi mettere però il valore che questa manifestazione ha per la comunità locale? Un evento collettivo, che celebra la propria cultura e la propria risorsa più grande: il mare, di cui Unije si erge a guardiano.


Quello che più stupisce di questa piccola isola, che conta poco più di 90 anime, è l'amore con cui cerca di rinsaldare il rapporto tra crescita economica, salvaguardia della propria identità culturale, e tutela del territorio. Non solo del mare quindi.
Oltre la baia di Maracol, dove d'estate approdano barche a vela arrivate da mezzo mediterraneo, il sindaco dell'isola Robert Nikolic ha reintrodotto il boscarin, il leggendario bue istriano, gigante bianco antenato di tutte le razze podoliche italiane. "Può sembrare una follia portare qui tori, vacche e vitelli", ci spiega Robert, "ma qui il bue ha pascolato per secoli, contribuendo in maniera fondamentale all'economia dell'isola". E aggiunge: "Va bene il turismo, ma da solo non basta. Un turista fotografa e sparisce. Noi abbiamo bisogno di abitanti veri, che si fermino qui 365 giorni all'anno. Noi abbiamo bisogno di contadini".


Proprio per questo l'anno scorso gli abitanti di Unije sono andati sulla terraferma a cercare un pastore, per invitarlo a stabilirsi sull'isola, offrendogli della terra e una casa. Petar Bosko ha accettato la sfida, è si calato dalle aspre colline della Lika insieme alle sue pecore e alla sua famiglia. Ora abitano tutti a Unije, e il formaggio che ha prodotto tra la primavera e l'estate era già finito a settembre.


Il sole tramonta, tingendo i muri delle case di lavanda e melograno, mentre gli equipaggi rientrano col loro bottino. I pochi rimasti a riva vanno ad accoglierli, girano incuriositi intorno ai secchi dei pescatori come gabbiani.

 

croazia


Nel bar di paese si improvvisano il palco e la giuria. Goranka e Svetozar, maestri di cerimonia, consegnano i premi ai vincitori, ma a ben guardare sembra quasi ci sia un premio per tutti: tutt'attorno è già tempo di festa. Fisarmoniche, cori e crepitio di griglia, sarde, calamari, cipolla e vino bianco. Leggermente defilato, Robert si gode la scena, come un artigiano a lavoro finito.

 

croazia

 

Michele Rumiz

m.rumiz@slowfood.it

 

Foto: Matteo Giraldi

 

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Slow Food Worcestershire ha deciso di festeggiare il Terra Madre Day con un tocco di esotico e un richiamo al fatto che il cibo è molto più che semplice sostentamento, ma una parte integrante dei nostri ricordi di luoghi e tradizioni lontane.

 

Due dei nostri soci - e un inatteso ospite a sorpresa - hanno cucinato i piatti delle regioni lontane a cui erano particolarmente legati, condividendone i sapori e raccontando la storia di quella particolare ricetta nella loro famiglia.

 

Una socia, il cui padre ha passato molti anni in Nigeria, ha preparato uno stufato alle arachidi tipico dell'Africa occidentale, un vero e proprio piatto di festa per questa regione. Ha servito la carne con il riso e 15 diversi condimenti preparati con cura secondo le abitudini nigeriane. "Questo era uno dei piatti preferiti a casa mia" - ha raccontato. "I miei genitori lo preparavano nelle occasioni speciali e, quando mio papà è scomparso, gli abbiamo reso omaggio servendolo anche per la sua veglia funebre."

 

Un altro socio, in ricordo dei lunghi anni passati in Russia come interprete, ha preparato il tipico borsch russo. "La cucina russa non è molto conosciuta" - ha commentato. "Il borsch però è un piatto eccezionale che preparano tutti con ingredienti locali e di stagione."

 

Anche un partecipante ucraino ha sorpreso tutti con un piatto della sua terra natale, mentre altri ospiti hanno proposto specialità inglesi come la bevanda fermentata a base di prugne recensita nell'Arca del Gusto inglese o un formaggio scozzese a latte crudo e crosta lavata.

 

La maggior parte dei partecipanti non aveva mai assaggiato i piatti presentati per il Terra Madre Day di Slow Food Worcestershire. Siamo felici perché le offerte che abbiamo raccolto potranno finanziare interamente uno dei Mille orti in Africa, il progetto lanciato nel 2010 che Slow Food sta realizzando in molti Paesi africani. Riusciremo anche a finanziare il viaggio di due giovani soci a Torino per la prossima edizione del Salone del Gusto e Terra Madre... ottobre 2012 si avvicina!"

 

Sue Braithwaite
sue.braithwaite@beechwood.net

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A Monastir, 160 chilometri  a sud di Tunisi, l'inverno è mite e sta regalando belle giornate soleggiate. Il Terra Madre Day è stato festeggiato qui con due giorni di anticipo, l'8 dicembre, e ha coinvolto gli studenti della "Scuola Superiore delle Scienze e delle Tecniche della Salute".

 

Erano un centinaio i ragazzi che hanno assistito alla presentazione su Terra Madre e sui prodotti biologici locali: frequentano tutti i corsi che li porteranno presto a diventare anestesisti o biologi, fisioterapisti o ostetriche. La professione che svolgeranno sarà comunque finalizzata al miglioramento del benessere della persona e in questo quadro l'alimentazione avrà un ruolo chiave:  "E' importante parlare con i giovani, in particolare, di produzione alimentare sostenibile e del ruolo che il cibo di qualità, prodotto nel rispetto della salute e dell'ambiente, può assumere nella vita quotidiana. Per questo abbiamo organizzato questa presentazione nella scuola, è il secondo anno che festeggiamo così il Terra Madre Day."

 

Amira Oueslati ha il tono ancora entusiasta mentre parla dell'interesse che ha raccolto la presentazione di Terra Madre e dei  prodotti biologici dell'orto locale. "Lavoro per un'organizzazione tunisina che propone programmi di micro-credito" - continua Amira. "Gli studenti che hanno partecipato alla presentazione sono i figli dei beneficiari. Condividendo con loro i valori di Terra Madre possiamo sperare di integrare e di estendere nel lungo periodo le ricadute positive dei nostri progetti e di contribuire così al percorso di sviluppo locale. Stiamo ora aprendo un convivium Slow Food perché vorremmo moltiplicare queste iniziative. "

 

Laura Drago

Slow Food International

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Per il Terra Madre Day, il prossimo 10 dicembre, migliaia di persone della rete di Slow Food e Terra Madre festeggeranno il cibo locale nei villaggi, paesi e città di tutto il mondo – da Alessandria, in Egitto, a Zapopan, in Messico: ecco la festa che sta per attraversare il globo ...dalla A alla Z! Non è ancora troppo tardi per unirsi a questa giornata mondiale con oltre 700 eventi già registrati….

 

…un incontro dei giovani europei ad Amsterdam, Olanda

…puntando il dito contro lo spreco alimentare a Brisbane, Australia

…sostenendo piccoli produttori biologici a Città del Capo, Sudafrica

…discutendo sugli OGM a Dhaka, Bangladesh

…una merenda a base di frutta locale per gli studenti di El Pinar, Uruguay

…menu invernali a km0 nei ristoranti di Figueres, Spagna

…una cena con pesce e prodotti locali a George Town, Isole Cayman

…un concerto di musica folk a Huehuetenango, Guatemala

…biscotti e vin brulé a Innsbruck, Austria

…scoprendo le origini della tahina a Jaffa, Israele

…un festival di cibo tradizionale di 3 tribù a Kitale, Kenya

…7 eventi in giro per la città di La Habana, Cuba

…il lancio di un orto scolastico a Mosta, Malta

…un pranzo condiviso con prodotti fatti in casa a Northland, Nuova Zelanda

…una dimostrazione delle tecniche di pesca tradizionali a Ostuni, Italia

…la distribuzione di zuppa locale da parte di studenti a Panama

…accogliendo visitatori in una comunità rurale a Queretaro, Messico

…una gara di ricette a base di tapioca tra gli chef di Rio de Janeiro, Brasile

…insegnando tecniche per salvare i semi a chi ha un orto casalingo a Salem, Stati Uniti

…laboratori del gusto su prodotti locali a Tolosa, Francia

…la celebrazione del raccolto del riso e sushi a Unzen, Giappone

…una bancarella di Slow Food nel mercato cittadino a Viejo San Juan, Portorico

…un ritrovo tra cuochi e agricoltori a Wolfville, Canada

…uno scambio tra produttori e studenti a OaXaca, Messico

…raccontando storie sul cibo selvatico a Yogyakarta, Indonesia

…e laboratori del gusto e visite ai produttori a Zanica, Italia

 

Trova un evento vicino a te o organizzane uno tu e registralo sul sito del Terra Madre Day, unisciti anche tu e festeggia il cibo locale!

 

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